Giudicarie.com

il quotidiano delle Giudicarie

Ven04172026

Last update12:45:14 AM

Font Size

Profile

Menu Style

Cpanel

Le acque contese del torrente Arnò. 5 richieste di concessione per lo sfruttamento idroelettrico del corso d'acqua

Torrente Arnò Giudicarie  

Due comuni che stanno convolando a giuste nozze, non stanno più dialogando per via di cinque centraline, che si stanno contendendo le acque del torrente Arnò. I paesi sono Bondo e Breguzzo. Hanno in animo di fondersi con Roncone e Lardaro. Ma, da qualche tempo, tra le due amministrazioni è calato un velo. In ballo ci sono ben quattro progetti, più un quinto fatto realizzare d'urgenza dal comune di Breguzzo. Mirano ad accaparrarsi le concessioni idriche sul torrente in questione. Il corso d'acqua scende da quota 2.995 di Cima Breguzzo, nell'omonima valle. Dai contrafforti dell'Adamello, attraversando i due paesi, solca prati e rive scoscese fino a Tione, dove si getta nel fiume Sarca. Da più di trent'anni le sue acque sono sfruttate a nord dalla centrale idroelettrica di val d'Arnò, di proprietà dei comuni di Roncone e Breguzzo che proprio oggi inizia una seconda vita.

E,a sud, quasi a fine corsa, dalla centrale del Bersaglio, patrimonio dell'Asm, la Municipalizzata del capoluogo Giudicariese. Nei due tratti intermedi però le acque sono libere di correre. Almeno finora. Perché da qualche mese sono nel mirino della Measure srl di Pinzolo e di un certo ingegner Romano Menapace. Due soggetti privati pronti a farsi assegnare due derivazioni ciascuno, per la produzione di energia elettrica.

Alla Measure srl di Pinzolo, farebbe gola una concessione in località Dispensa dove avrebbe in animo di realizzare una condotta interrata di 615 metri e una in val Magior di 2.450 metri. Analoghi progetti sono stati depositati dall'ingegner Menapace. Anche costui vorrebbe ottenere due concessioni. Una in località Dispensa (640 m.). E una più giù, in località Roncaie (1.680 m.). A queste se ne aggiunge una quinta, in loc. Maltina di 857 metri. E' stata progettata dal comune di Breguzzo, per evitare che i due privati potessero ipotecare quel tratto di fiume. Il progetto è dell'ingegner Paolo Palmieri di Trento. E nelle intenzioni di Breguzzo c'è la gestione dell'impianto insieme a Bondo. Quest'ultimo però rifiuta addirittura il dialogo. Di ciò non fa mistero sindaco di Breguzzo Antonello Ferrari dice.

"Abbiamo fatto il progetto per contrastare l'utilizzo delle acque da parte dei privati. Ma è nostra intenzione gestire con Bondo la futura centralina. Di cui però non comprendiamo il silenzio. Abbiamo contattato il primo cittadino per un incontro, ma non abbiamo avuto risposta. Sarebbe un peccato lasciarci soffiare una risorsa delle nostre comunità". "Anche perché – aggiunge – se si deve penalizzare l'ambiente, è giusto farlo nell'interesse del pubblico, e non del privato". Il ragionamento non fa una grinza. "Ma per ora – dice - con Bondo, è un dialogo tra sordi. E la cosa è quantomeno strana, perché dovrebbe essere interesse anche della loro comunità attivarsi in questa direzione". Dall'altra parte della barricata, o meglio sull'altra sponda (i due paesi sono divisi solo da un ponte, che attraversa l'Arnò) però è difficile avere risposte. Il sindaco Giuseppe Bonenti è molto evasivo. Alla domanda del perché non sono interessati al progetto, risponde con un emblematico: "Almeno, per ora".

Quasi sapesse di poter rientrare in corsa anche a tempo scaduto. Negli uffici comunali impera il no comment. I consiglieri di Bondo si starebbero però ponendo il problema. Lo scorso 7 ottobre hanno fatto saltare il consiglio d'urgenza convocato ad hoc per le centraline. "Non avevamo sufficienti informazioni", dicono . I tempi per comunicare i pareri alla Conferenza dei Servizi di Trento sarebbero scaduti il 2 ottobre. Ma è stata concessa una proroga. Nei due comuni, però, non si parla d'altro. E se questo poteva essere un banco di prova in vista della fusione, l'inizio non è davvero dei più esaltanti.