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La persona Paesaggio

L'archivio della "Persona paesaggio".


È ormai noto che l'indagine su un territorio riesce meglio se è realizzata da conoscitori che indagano, di fatto, i luoghi dove si sono sedimentate le memorie delle generazioni passate e che sono giunte a noi, originariamente, con la tradizione orale e solo successivamente come soggetto di studi e ricerche. Questa è una conoscenza che non può mancare all'esploratore del paesaggio perché solo con questo metodo si crea una memoria visiva della propria epoca da lasciare in eredità alle future generazioni.

C'è poi un aspetto soggettivo, proprio del fotografo, cui può capitare l'occasione di percepire immagini del territorio che fulmineamente sorprendono per la loro originalità ma che bisogna essere in grado di capire e saper cogliere.

Le idee rigorose e le scelte etiche sono però difficili da raggiungere e soprattutto da diffondere: troppo spesso si preferiscono piacevoli immagini edulcorate adatte più all'ego di chi scatta e al taglio di nastri da parte di politici in cerca di piccoli successi, entrambi ignari dei danni che stanno arrecando al progresso culturale della comunità.

Floriano Menapace

floriano 5Floriano Menapace dal 1968 è attivo fotografo in bianco/nero e studioso di storia e critica della fotografia. Come autore, indaga le tematiche del paesaggio con delle ricerche sugli aspetti propri dell’ambiente antropizzato. I soggetti, ripresi con metodi tradizionali, sono restituiti con immagini consapevolmente interpretative che tengono conto della storia e della tecnica della fotografia.

www.florianomenapacephoto.com

Giudicarie Esteriori, Monte Casale – Anno 2011

27.G 29 Silvio Pedrotti 300b

27. Giudicarie Esteriori, Monte Casale – Anno 2011.

Omaggio ai Fratelli Pedrotti, fotografi.

La sigla “F.lli Pedrotti” raccoglieva quattro fratelli davvero speciali: Enrico (1905-1965), Mario (1906-1995), Silvio (1909-1999) e Aldo (1914-1999), tutti fotografi, ma anche coristi di grande talento, alpinisti, scalatori e uomini amanti della libertà.
I fratelli Pedrotti sono stati i più aggiornati e moderni fotografi che, dagli anni Venti per oltre cinquant’anni, hanno lasciato una profonda traccia nella storia della fotografia italiana, in pari con le qualità eccelse dei grandi maestri tedeschi e americani di quegli anni, veri e propri promotori di uno stile italiano che lo storico e critico Italo Zannier definisce “…sostenuto da un intuito visivo straordinario.”.
Fonte di ispirazione di questa mia immagine fatta sul Monte Casale pochi giorni fa è la fotografia Gregge, quarto premio al concorso Karl Zeiss di Dresda del 1935: in quel concorso i fratelli vinsero anche il primo, secondo e terzo premio (e con quei soldi riuscirono a saldare il prestito contratto nel 1928 per aprire bottega).

La fotografia Gregge mostra in primo piano le schiene di un gruppo di pecore illuminate da una bassa luce radente; qualche nube bianca taglia la ripresa sui tre quarti dell’immagine per lasciare in alto l’imponente quinta del Gruppo di Brenta, ripresa effettuata, verosimilmente, dalla Paganella. È stato automatico pensare a quell’immagine quando, nel scendere dalla cima del Monte Casale, ho incontrato un piccolo gregge che riposava mentre due escursionisti salivano sulla cresta contro un cielo in parte coperto da bianche nuvole. Lo so, è un pallido tentativo, ma la tentazione di annullare il tempo tra me e loro è stata forte.