Più sicurezza per il punto nascite di Tione. Grazie all'obbligo del ginecologo e dell'anestesista e la nomina del primario Tateo
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- Category: Giudicarie
- Published on Thursday, 02 October 2014 15:28
- Written by Ettore Zini
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"Non mi par vero – dice una giovane mamma giudicariese, incontrata davanti al reparto di ostetricia dell'ospedale di Tione – se le cose stanno effettivamente così, dovrò tornare sui miei passi. Sia io che mio marito, questa volta, eravamo intenzionati a far nascere il nostro secondo figlio a Trento". La notizia che d'ora in poi nelle sale parto di tutta la provincia, anche le più periferiche, dovrà esserci sempre presente un ginecologo e un anestesista ha fatto tirare un grande sospiro di sollievo, a molte persone. Soprattutto nel centro capoluogo, dove da quando il punto nascite era stato dichiarato "insicuro" dai suoi stessi medici, primo tra tutti il primario a scavalco Ioppi, si respirava un'aria di sfiducia. In un giorno, la decisione del responsabile dell'Appss trentina Flor di "precettare d'ufficio" due figure professionali indispensabili come il ginecologo e l'addetto all'anestesia obbligati a farsi carico delle partorienti dall'inizio del travaglio, ha rasserenato gli animi.
Si legge anche sul viso delle ostetriche che, da alcuni mesi, avevano visto calare visibilmente il numero delle pazienti disposte a mettere alla luce i loro bebè all'interno delle strutture locali. "Un danno", dicono, "che ora ci vorranno anni per recuperare". Più compassata e molto istituzionale è anche in questo frangente la presidente della Comunità di Valle Ballardini, che proprio da questa vicenda, proprio perché è scesa in piazza di persona a raccogliere le firme, ha subìto attacchi pesantissimi. E se vogliamo anche immeritati. "La notizia, comunicata dal dr.Flor – dice la presidente - è una risposta importante per il territorio: con un ordine di servizio emanato dalla direzione dell'Azienda, dal 1°ottobre è stata resa obbligatoria, in tutti gli ospedali del Trentino, la presenza del medico ginecologo e dell'anestesista ad ogni parto. E' un'innovazione positiva. Porta qualità e sicurezza anche nei punti nascita di periferia, indipendentemente dal numero dei parti. E, garantisce parità di trattamento per tutti i cittadini". A ciò – aggiunge – va assommata la nomina di un primario responsabile dell'unità di ostetricia e ginecologia di Tione nella figura del Prof. Tateo, primario del Santa Chiara: un fatto estremamente importante, dopo mesi in cui sembrava difficile individuare una figura di riferimento.
"Due azioni importanti – dice la Ballardini – che permettono alle donne e alle famiglie giudicariesi di tornare ad avere fiducia nel loro punto nascite". Nessun accenno da parte della responsabile della Comunità locale a quelle migliaia di firme raccolte, una a una, tra la popolazione che ha dato la misura di quanto la gente gradisca i tanto vituperati "servizi sanitari sotto casa" che avevano indotto la responsabile della sanità, adducendo motivi di sicurezza, che il punto nascite di Tione andava chiuso. "Ora – rimarca l'assessore Olivieri – se vorranno chiuderlo, non potranno più cavalcare questa tigre. Tutt'alpiù dovranno dire che si chiude per motivi economici. Ma, tutte le maternità della provincia dovranno essere messe sullo stesso piano".
E' soddisfatto anche il consigliere Mario Tonina. E' l'unico rappresentante politico della zona in seno al consiglio provinciale. Era anche lui, al tavolo di confronto con i responsabili della Provincia. "Ora chi verrà a partorire a Tione lo farà con maggior serenità" – dice. "La risposta, data con un semplice ordine di servizio alle motivazioni di chiusura, addotte dalla Borgonovo, è rasserenante. Ora, bisognerà pubblicizzare la cosa perché le partorienti giudicariesi siano messe al corrente della novità". In Valle dunque c'è euforia. Dopo i mesi passati a contestare un provvedimento ritenuto iniquo e discriminatorio rispetto agli utenti della città, qualche spiraglio torna a esserci. Bisognerà capire, dicono alcuni operatori, se il provvedimento annunciato da Flor è una misura tampone, per parare eventuali contraccolpi penali e possibili denunce motivate da reparti "insicuri" e comunque "funzionanti". O, se l'ordinanza mira a ridare un servizio anche ai territori più lontani e disagiati.




