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Intervento 19, dal 2012 ad oggi il 50% in più di iscrizioni ai lavori socialmente utili. Ma a fronte di 300 iscritti le opportunità lavorative sono solo 145

Intervento 19 giudicarie

GIUDICARIE. Negli ultimi tre anni, sono cresciuti in maniera esponenziale gli iscritti alle liste dell'intervento 19 (ex "progettone"), l'azione promossa dall'Agenzia del Lavoro a favore dei lavoratori disoccupai, deboli e svantaggiati. Gli iscritti erano 204 nel 2012, sono passati a 265 nel 2013, con un aumento di 61 unità, pari al 30 per cento; hanno raggiunto il numero di 300 quest'anno, con un ulteriore aumento di 35 unità, aumento più contenuto ma pur sempre significativo. A costoro, che hanno fatto richiesta di inserimento nelle liste speciali dell'intervento 19 entro il 31 dicembre dell'anno scorso, andranno ad aggiungersi i ritardatari per i quali è consentita l'iscrizione entro il 31 marzo prossimo.
A fronte dei 300 iscritti attuali, e qui sta il dramma, le opportunità lavorative offerte dall'Agenzia del lavoro, attraverso le sovvenzioni provinciali, sono appena 145. Non poche se confrontate con altre realtà territoriali, ma del tutto insufficienti per soddisfare le richieste.

I numeri riportati sopra fotografano la difficile situazione economica ed occupazione che stanno attraversando anche le Giudicarie. Forse più acuta nel 2013, ma in prospettiva non meno pesante nel 2014. E' vero infatti che la crescita degli iscritti per l'anno in corso ha subito una discreta contrazione, ma è altrettanto vero che, in numero assoluto (300), sono aumentati coloro che cercano un'occupazione temporanea, vivendo la condizione di chi è disoccupato in situazioni svantaggiate.

Quattro sono le categorie dei lavoratori che possono aspirare ad un lavoro "socialmente utile" dell'intervento 19: i disoccupati da più di 12 mesi, con più di 35 anni di età; i disoccupati da più di 3 mesi con più di 50 anni; i disoccupati invalidi ai sensi della legge 68/99 e i disoccupati in difficoltà occupazionale segnalati dai servizi sociali o sanitari.

Nel dettaglio, i lavoratori appartenenti alla prima categoria per l'inserimento lavorativo nel corso del 2014, sono 64 (2 in meno rispetto all'anno precedente); 104 (20 in più) gli iscritti appartenenti alla seconda categoria; 27 (1 in meno) gli invalidi e 105 (18 in più) quelli segnalati dai servizi sociali o sanitari.
Questi infine i principali settori di attività: l'abbellimento urbano e rurale, compresa l'attività di manutenzione; la valorizzazione dei beni culturali e artistici; il riordino di archivi o di lavori arretrati di tipo tecnico o amministrativo; i servizi di custodia e vigilanza finalizzati alla migliore fruibilità degli impianti sportivi, di centri sociali, socio assistenziali, educativi, culturali gestiti dagli Enti promotori e particolari servizi ausiliari di tipo sociale a carattere temporaneo.(f.s.)