«Con più armi in circolazione, non ci sentiamo né più protetti né più sicuri». Il Comitato "Sicuri senza armi" fa il punto della situazione dopo un anno di "Polizia locale armata"
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- Category: Giudicarie
- Published on Tuesday, 04 December 2012 11:28
- Written by Comitato "Sicuri senza armi"
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Con una lettera rivolta ai Sindaci e ai Consiglieri comunali dei Comuni convenzionati con il Corpo di Polizia locale delle Giudicarie, alla Presidente e all'Assemblea della Comunità di Valle delle Giudicarie, al Presidente della Provincia Autonoma di Trento, ai quotidiani e periodici locali il Comitato "Sicuri senza armi" ribadisce la propria contrarietà al provvedimento che lo scorso anno ha portato ad armare la Polizia locale. Riportiamo il testo integrale inviatoci.
Novembre 2011 – novembre 2012...
Un anno è trascorso da quando, nel territorio dei Comuni convenzionati che hanno sottoscritto il regolamento speciale sull'armamento del Corpo di Polizia delle Giudicarie, gli agenti di Polizia Locale hanno iniziato a svolgere il loro servizio con le armi. Gli amministratori hanno giustificato la scelta delle armi con la necessità di ampliare il servizio di vigilanza anche in orario notturno, momento in cui sono presenti meno forze dell'ordine nel nostro territorio; ad oggi notiamo però con preoccupazione che le armi sono utilizzate in svariate situazioni e a ogni ora del giorno. A distanza di un anno, scriviamo questa lettera aperta per ribadire la nostra totale contrarietà alle armi! Non ci abituiamo all'idea che le amministrazioni comunali abbiano deciso che, per proteggerci, servano le pistole: con più armi in circolazione, non ci sentiamo né più protetti né più sicuri.
Chi siamo...
Siamo un gruppo di cittadini e cittadine che da un anno condividono un percorso di confronto e di costruzione di pensiero alternativo alle armi. Ci siamo costituiti in un comitato spontaneo ed aperto (SICURI SENZA ARMI) con lo scopo di sensibilizzare amministrazioni e cittadini sul tema delle armi e del controllo del territorio. Siamo preoccupati nel constatare come le armi e la repressione siano la risposta più diffusa, probabilmente perché la più semplice, al disagio e alla percezione di insicurezza.
Perché le armi?
La decisione di armare il corpo di polizia locale ci ha colti di sorpresa, dal momento che i dati a nostra conoscenza (rapporto di TRANSCRIME) evidenziano come il tasso di criminalità nei nostri Comuni non configuri un quadro allarmante (anzi, è tra i più bassi del Trentino). Quasi in sordina, e secondo noi senza un adeguato coinvolgimento della popolazione, la maggioranza dei Consigli Comunali convenzionati ha però approvato il nuovo regolamento che consente agli agenti di svolgere servizio in armi.
Vorremmo sapere...
A distanza di un anno, chiediamo a tutti i Comuni convenzionati e alla Comunità di Valle di fare il punto della situazione e di non lasciare che decisioni su un tema così importante siano ormai date per scontate. Non vogliamo che le armi entrino nella normalità e quotidianità delle nostre vite.
Proponiamo ad ogni singola amministrazione delle domande con lo scopo di riaprire un dibattito che consideriamo chiuso troppo in fretta:
- Quali sono i dati reali della criminalità? senza delle informazioni precise, si rischia di far allarmismo, e di far crescere proprio quell'insicurezza che si vorrebbe arginare
- Quali sono i risultati raggiunti dopo un anno di servizio armato? Quali gli obiettivi che si prefigge di raggiungere con il proseguo di questa scelta?
- Quali sono i costi che la comunità deve sostenere per l'armamento e per il pattugliamento notturno degli agenti di Polizia Locale? Non sarebbe stato più opportuno far pressione per un potenziamento del servizio di pattuglia dei carabinieri, invece di far pagare ai cittadini due volte lo stesso servizio?
Quali altre strade possibili?
Riteniamo che insicurezza e disagio siano due facce della stessa medaglia. Dietro all'insicurezza percepita nelle nostre comunità (e forse alimentata proprio da notizie "allarmistiche" e dalla presenza di controlli armati) riteniamo si nascondano spesso problematiche sociali, economiche, culturali e relazionali. Chiediamo agli amministratori di avere uno sguardo globale e lungimirante nell'affrontare questa questione, basandosi non solo sull'immediato, ma sul futuro che sogniamo e che vogliamo costruire. È triste pensare che l'impegno per la sicurezza delle nostre comunità sia delegato solo alle armi e ai vigili e quindi a politiche repressive e punitive. Crediamo che gli amministratori abbiano il compito politico di promuovere e sostenere azioni per costruire legami sociali, per favorire l'integrazione e la conoscenza gli uni degli altri. La sfida che riteniamo si debba accettare come amministratori e come cittadini, è quella di costruire comunità aperte, multietniche, solidali ed includenti, in cui la coesione sociale sia l'arma migliore contro la criminalità. Dove tutti i vicini si conoscono e collaborano, per esempio, è minore il rischio di furti. Certo, sono processi formativi lunghi, mentre l'arma può essere presentata come una soluzione più veloce. Nel lungo periodo, riteniamo però che, oltre a non essere efficace, rischi di innescare una pericolosa escalation di violenza e di insicurezza.
Conclusioni
Questa nostra lettera vorrebbe essere stimolo per riflettere sulla previsione di spesa per la "sicurezza" in occasione del bilancio di previsione 2013, che tutti i Consigli Comunali si apprestano ad approvare. Chiediamo che durante i Consigli Comunali di fine anno, si riprenda questo argomento, si tracci un bilancio economico e sociale della spesa per la sicurezza e per le armi, si definiscano con chiarezza gli obiettivi che ci si prefigge di raggiungere in modo che possano essere valutati e verificati. Chiediamo che la scelta delle armi sia messa in discussione e non venga ormai data per "definitiva", poiché non possiamo accettare l'idea di sentirci sicuri solo sotto il controllo delle pistole, sotto uno strumento nato per minacciare o uccidere.
Convinti che ognuno di noi debba essere partecipe del processo di costruzione e crescita del benessere delle nostre comunità, saremo contenti di esprimere il nostro punto di vista su questo tema e di collaborare con le amministrazioni che volessero accettare la strada del confronto, per portare a scelte condivise ed efficaci.
Grazie per la vostra attenzione. Un saluto cordiale.
COMITATO SICURI SENZA ARMI
Preore, 28 novembre 2012
Per informazioni: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
Referenti territoriali
Alberto Belliboni
Davide Ballardini
Giovanna Scandolari
Giuseppe Riccadonna




