La dieta, una soluzione impossibile. Sbagliato il senso. Sbagliato il modo
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- Categoria: Lo specialista del benessere
- Pubblicato Venerdì, 13 Aprile 2012 20:25
- Scritto da Corrado Ceschinelli
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Tutte le "diete" vecchie o nuove che siano, aggiornate o meno alle nuove conoscenze, a scapito o discapito della salute a lungo termine, mancano comunque dell'imprinting educativo e riflessivo e quindi non produrranno sostanziali cambiamenti; speculano piuttosto sulle aspettative e sull'ignoranza delle persone e non fanno altro che rinforzare lo stereotipo dominante in un circolo vizioso senza fine.
L'approccio dietologico è quanto di più sbagliato sia stato pensato sull'argomento cibo/dimagrimento/salute perché condiziona e consolida quelle che sono le opinioni comuni, un segno di quanto le nostre considerazioni sono lontane dalla realtà dei fenomeni. Le testimonianze in questo campo a sua volta sono la dimostrazione di fatto che le motivazioni e le aspettative sono sempre rivolte verso la "dieta" o obiettivi marginali invece che verso il tema delle cause o quello della responsabilità delle proprie decisioni. Tutto un mercato – cure dimagranti, farmaci, integratori, prodotti, ecc. – vive intorno a questo stato di cose e ha tutto l'interesse a mantenerlo. Vediamo con quali argomenti si è soliti considerare o raccontare questo aspetto, peraltro fondamentale, del vivere:
... le opinioni... sto bene così... non mi riguarda... tutte "manie"... si vive una volta sola... voglio essere "libero" di mangiare quello che voglio... non riesco proprio a fare a meno di... dieta? che tristezza, che infelicità...
peggio ancora... quando non ci si pensa per niente...
... le testimonianze... è una vita che sono a dieta... le ho provate tutte... con questa dieta ho perso peso ma l'ho riguadagnato tutto... vorrei perdere quei kg... quella pancetta... rientrare in quella taglia... quando ero più giovane... il mio metabolismo... ho provato la dieta del... la dieta di... quell'integratore... quella crema...
Per uscire da questo "imbroglio" serve prima di tutto un momento di rottura culturale; è necessaria cioè una nuova considerazione, una "nuova intelligenza del vivere" che non può che passare dalla riflessione e dalla consapevolezza. Per dare una valenza oggettiva al cibo, come fonte indispensabile alla vita, è essenziale riconoscere che ogni organismo ha una sua costituzione, che l'attività metabolica, i meccanismi di autoregolazione, i bisogni e le necessità sono un fatto oggettivo da sostenere e non un argomento opinabile e discrezionale. Occorre riappropriarsi del proprio corpo, mettere tra le proprie priorità la cura/attenzione di Sé e capire cosa significa centralità e potenzialità biologica. Alimentazione, attività fisica, stato umorale e ambiente diventano variabili e presupposti decisivi in cui la vita può accadere e mantenersi nella regolazione secondo le sue prerogative costituzionali.
La presa di coscienza di questa realtà (consapevolezza) e la conoscenza necessaria (competenza) ci consentono di costruire nuove motivazioni, di fare scelte e strutturare comportamenti, coerenti con la nostra natura: da una parte la ricerca e le nuove scienze ci forniscono dati e correlazioni inconfutabili sulla degenerazione e sulle cause della maggior parte delle malattie che ci affliggono; dall'altra si affermano linee guida e indicazioni che semplificano molto le cose. Insomma, risulta sempre più chiaro che la salute, la magrezza, il benessere generale, la longevità sono la norma del vivere a patto che il nostro "stile di vita" – alimentazione in testa – non provochi conflitto e disfunzione.
Vista l'importanza dell'alimentazione, l'obiettivo dell'Educazione Alimentare è quello di costruire concretamente delle nuove abitudini, un nuovo modo di mangiare, ispirato il più possibile da questa nuova logica. Una cucina fatta di menu all'insegna del piacere e del gusto con scelte e strategie intelligenti, guidate da principi funzionali e nutrizionali. Dico "il più possibile" per lasciare spazio anche a qualche "piacere trasgressivo" che è cosa ben diversa dal vivere quotidianamente e ripetutamente nell'eccesso e nella sproporzione.
Detto questo, torniamo all'argomento da cui eravamo partiti. Proprio perché "dieta" significa periodo di restrizione/privazioni, prova di forza con sé stessi, obiettivo a termine, è interessante analizzare gli argomenti più usati per sviare o evitare questa "fatica". Ragioni e posizioni che illudono solo di aver risolto il problema e che impediscono di rendersi conto di quanto questa leggerezza influenza la qualità e la durata della nostra vita.
Le 10 "trappole" più comuni
1. Una "dieta" è troppo costosa...
Molte persone sostengono che mangiare "sano" è più costoso. È vero! solo se si seguono le mode delle diete che fanno del loro metodo una opportunità di business. In realtà, con la dovuta competenza, le scelte per perdere peso e vivere in salute possono essere più economiche, vuoi per riduzione delle quantità, vuoi per il tipo di alimenti consumati. Inoltre si può imparare ad economizzare sia l'acquisto che gli sprechi.
2. Una "dieta" è troppo impegnativa...
Lo stile di vita frenetico e impegnativo che molti conducono porta spesso a non trovare il tempo per dedicarsi ad una cucina sana, scegliendo piuttosto un panino da mangiare al volo, saltare i pasti o peggio ancora consumare "schifezze" di ogni genere. Tuttavia, questa è solo una scusa perché in realtà quando c'è motivazione e competenza si possono organizzare soluzioni estremamente semplici e vantaggiose... anche da preparare la sera per la giornata successiva.
3. Ho avuto una brutta giornata... ho bisogno di cioccolata!
Se avete avuto una pessima giornata al lavoro o avete litigato, ricorrere al cioccolato spesso può aiutare a tirarvi su di morale ma di certo non è una scelta intelligente. Se siete dei mangiatori emotivi, sarebbe opportuno trovare una soluzione più sana per affrontare i vostri sentimenti. Esistono oggi soluzioni estremamente appaganti e meno lesive. Inoltre prendere coscienza della propria emotività porta a rendere la propria vita più soddisfacente e a non utilizzare il cibo come anestetico dei propri malumori.
4. Oggi sono stato/a così bravo/a in palestra da potermi permettere...
Non esistono solo mangiatori emotivi ma anche mangiatori che per gratificare il loro lavoro in palestra si permettono il lusso di qualsiasi cosa a fine allenamento. Anche qui la conoscenza sui principi e sui metabolismi porta a fare scelte a maggiore tutela dei propri obiettivi, delle proprie necessità e, in generale, della propria salute.
5. È tutta una questione genetica...
Dare la colpa della propria forma fisica ad una "questione di genetica" potrebbe essere una soluzione per liberarsi la coscienza da qualsiasi responsabilità. Dopotutto, perché preoccuparsi di mangiare bene se geneticamente si è predeterminati? Nonostante ogni organismo ha le proprie caratteristiche metaboliche, la ricerca dimostra che un costante esercizio fisico e una sana alimentazione riescono a superare questo problema.
6. Le diete non funzionano su di me...
Una delle scuse più comuni per non occuparsi di questo è che "la dieta" non funziona su chiunque. Molti non sanno – per esempio - che uno dei fattori che contribuisce alla risposta metabolica e genica, e quindi alla salute e al benessere generale, è l'approccio ottimistico e positivo con cui si affronta la propria esistenza. Imparare a mangiare e imparare qualcosa di più di noi, tenere conto delle proprie esigenze, fare in modo che le sane abitudini diventino stile di vita, è la strada per costruire il giusto stato umorale e per garantire la massima espressione vitale.
7. Ho un metabolismo lento...
È assai frequente la convinzione che non si perde peso a causa del "metabolismo lento". Ma se veramente ci fosse un metabolismo lento, l'ultima cosa di cui l'organismo ha bisogno è consumare troppe calorie complessive o fare scelte inadeguate fra i macronutrienti (carboidrati/proteine/grassi). Nonostante ciò che comunemente si pensa, il tasso metabolico non è un dato immodificabile perché può essere cambiato e accelerato proprio da uno stile di vita corretto e da un regolare esercizio fisico.
8. Inizierò da domani...
Spesso si sente dire: "Mettermi a dieta? Certo, da domani!" e nel frattempo?... d'altra parte proprio il concetto "dieta" si porta appresso l'idea di discrezionalità e di temporalità. Come se l'organismo potesse aspettare, dipendere, sottostare a decisioni arbitrarie, a obiettivi estetici/stagionali (la famosa "prova costume") o, peggio, solo quando si è costretti per ragioni di salute a "subire" questa "disgrazia". Si capisce ancor più la necessità di superare questa miopia e questa riluttanza. L'unica soluzione possibile è riportare il cibo alla sua reale funzione di nutrimento quotidiano, del corpo e della mente... naturalmente!
9. Amo troppo il cibo per potervi rinunciare...
Uno dei pregiudizi più resistenti è l'idea che mangiare sano corrisponda a rinunce insopportabili e che la tavola perda di piacere. Niente di più falso! Si tratta di rendere fantasiosa e ricca la cucina con menu, composizioni e materie prime tutte da scoprire! Inoltre, imparare a mangiare non significa in assoluto non mangiare cose notoriamente "peccaminose" ma più semplicemente di saperle consumare con una frequenza a vantaggio della vostra salute... non sarà sicuramente qualche episodio trasgressivo ad esporci a particolari rischi sia per il peso che per la salute generale.
10. Non voglio essere troppo magro/a!
La prima considerazione da fare è che la "magrezza", o meglio una corretta composizione corporea, è indice di coerenza biologica. La natura prevede questo e per questa ragione il sovrappeso/obesità è una alterazione della norma... è di per sé una "disfunzione" e quindi causa diretta e indiretta di molte patologie. La nostra cultura non contempla questo semplice fatto e lo sposta sul piano estetico/funzionale. Lo stesso concetto di "dieta" si costruisce intorno a questa percezione superficiale. Essere e restare "magri" è semplice purché si stia nelle regole dei metabolismi... essere tonici e prestanti è possibile purché l'attività fisica sia tra le nostre abitudini di vita... sono questi i presupposti fondamentali della salute a lungo termine.
Resta ora il compito di favorire questa consapevolezza e di divulgare questa competenza. L'Educazione è la modalità con la quale può realizzarsi con efficacia questo processo purché sia animata da questi principi e da queste considerazioni. Necessita di nuove abilità comunicative e dell'aggiornamento scientifico specifico ma soprattutto di Operatori che, nella esperienza e nella testimonianza personale, siano capaci di essere incisivi e persuasivi; capaci in primis di mettere in evidenza il pericolo ed i limiti proprio di quelle motivazioni e di quelle convinzioni di cui sopra. Un percorso in grado di favorire autonomia e responsabilità; in grado di appassionare intorno all'idea e alla convenienza di imparare a mangiare e a considerare i fondamentali dello stile di vita.





