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Intervista a Martina Tomasi, 23 anni di Carisolo, studentessa di Linguistica: "Apriamoci all'Europa!"
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- Categoria: La parola ai giovani
- Pubblicato Mercoledì, 03 Aprile 2013 08:47
- Scritto da Alessandro Rognoni
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Come è nata la scelta di studiare Linguistica a Verona?
Ho scelto di studiare a Verona perché durante la laurea triennale avevo trovato molto interessante il corso di linguistica generale che avevo frequentato al primo anno di lettere: ho così voluto dirigere la mia attenzione verso quella materia in modo più approfondito, grazie ad una laurea magistrale in linguistica. Le alternative erano Verona, Padova e Bologna, ma dopo aver valutato gli esami presenti nel piano di studio, gli sbocchi professionali, la vicinanza da casa e la facilità o meno di raggiungere la città con mezzi pubblici, decisi di studiare nella città di Romeo e Giulietta.
Quali sono i pro e i contro del corso universitario che stai frequentando?
I vantaggi sono senza dubbio le materie d'indirizzo, le quali sono molto interessanti, la preparazione dei professori e la città è molto facile da raggiungere con i mezzi pubblici. Verona è anche una città molto più "universitaria" di Trento per quanto riguarda la "movida" e il divertimento. Ho riscontrato però anche una forte criticità: purtroppo l'università non è molto organizzata, essendoci problemi di comunicazione tra la segreteria studenti e la presidenza di lingue. Tutto questo ha generato una forte confusione tra gli studenti.
Rifaresti la stessa scelta?
Se potessi tornare indietro rifarei la stessa scelta, forse però, col senno di poi, prenderei un po' più di coraggio e valuterei meglio la possibilità di studiare a Bologna o Padova, nonostante la lontananza.
Che ricetta suggerisci per migliorare il sistema universitario italiano?
Per migliorare il sistema universitario italiano suggerisco l'eliminazione della laurea triennale: la ritengo solo una perdita di tempo e di poco valore, in quanto la maggior parte degli studenti prosegue con una laurea magistrale per essere sicuro di "avere qualcosa in mano". Poi vorrei che ci fosse una maggiore chiarezza sulle possibilità di insegnamento nelle varie scuole una volta finita l'università, e modificherei alcune "norme" relative all'insegnamento nelle scuole elementari: non credo abbia molto senso che una persona laureata in lingue, lettere, matematica o scienze non possa insegnare le sue materie di indirizzo alle scuole elementari (per farlo bisogna frequentare scienze della formazione), mentre potrebbe insegnarle a medie e superiori. Credo che un anno di tirocinio dopo l'università o comunque un corso di specializzazione su come rapportarsi con i bambini potrebbe essere una valida proposta.
Alessandro Rognoni
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