
23.Rendena, Madonna di Campiglio - Anno 2011.
Madonna di Campiglio in stile post-tirolese.
"Lo spazio museo inoltre si manifesta anche nella ricerca continua di uno stile architettonico e paesaggistico che potremo definire genericamente "alpino" e che comprende l'uso della pietra e del legno nelle costruzioni, la riproposizione in chiave aggiornata di tratti architettonici particolari come gli abbaini, gli Erker, i tetti a falde lunghe, i balconi, le porte ad arco, i fregi, le facciate dipinte oppure decorate con murales che riproducono vecchi mestieri oppure scorci di natura selvaggia: insomma tutto ciò che incuriosisce e attrae per presentare i balconi addobbati con cascate di fiori dai colori intensi; la cura dei giardini, dei vialetti, delle aiuole anch'essi frequentemente allestiti con finti pozzi di pietra, vecchi attrezzi restaurati, ..."
Christian Arnoldi, Tristi montagne – Guida ai malesseri alpini, Priuli & Verluca, Ivrea (TO), 2009, p. 206.
La solitudine e il silenzio che si riscontrano nelle stagioni primaverile e autunnale evidenziano il disordine urbanistico e mettono in luce il gusto non solo dei proprietari e dei gestori degli alberghi, ma anche quello dei clienti che affollano Madonna di Campiglio in inverno ed estate. Segni che accomunano, ma anche indicatori del gusto del nostro tempo: un esempio fra tutti gli orsi di latta sopra i lampioni.