SHIT AND SHINE LADYBIRD (2005). Cybertronic espressionista, immenso muro del suono

SHIT AND SHINE
"Ladybird" è l'album in singola traccia di Shit And Shine. Un lavoro notevole e clamoroso, a discapito di tutte le osservazioni "classiche" che vogliono questo monotono assemblaggio punk come il vomitevole rigurgito di un motore in escandescenza. E' inevitabile: la comunicazione fra gli umani passa inesorabilmente dalle connessioni neuronali, le quali se non attivate da esperienzialità, spesso si ritrovano a dover rimanere in aspettativa, in sosta permanente. E quindi per chi non conosce il background culturale, le provenienze sotterranee, le "affinità elettive", l'ascolto di questo lavoro d'arte diverrà vero e proprio spavento, mal di stomaco e sporcizia contemporanea da eliminare con drasticità. Così a me non appare se ripenso alle esplorazioni "Velvet" sul finire dei '60; alle inclinazioni selvagge del "Punk" prima maniera a metà dei '70; all'incedere metallico da treno in corsa ed inarrestabile delle pulsioni metropolitane degli '80; alle ribellioni stratificate delle menti degli Anni '90; per finire verso i recuperi allarmanti dei pionieri della cybertronic nei 2000...

Sembra tutto conosciuto, tutto già realizzato, invece questo è un lavoro "di facoltà": Vi si trovano qualità espressive, quadrature di suono/rumore alla stregua della contemporanea più attrezzata, il metodo ostinato della ripetitività a definire le atmosfere brulicanti di modernità, la percezione di una "natura artificiale", in sostituzione della leggiadria della "natura naturale". E poi il clima tragico dato dalla meccanicità assordante, ridondante e claustrofobica. Uno squarcio a tinte contrastanti, la prosecuzione stilisticamente apprezzabile di "Metal Machine Music", la risurrezione del mostro pallido di Lou Reed, il furore futurista di una musica tutta intesa come folgore in alta tensione. Questo è "Ladybird", un rimbombo! E tuttavia non si riesce a trovare il nesso, la simbologia fra questo rumore infernale e la grazia silenziosa di una semplice "coccinella", quella rinvenibile nel titolo, "Ladybird" appunto...