Tre storie trentine, tre storie di solidarietà. Una ragazza che porta un po' di conforto e di aiuto anche economico ai carcerati in Messico, un giovane che è corso in aiuto dei terremotati in Abruzzo, estraendo dalle macerie fra l'altro l'ultima persona salvata dai soccorritori, un ex-carabiniere che oggi è "nonno vigile" ma promuove e realizza anche degli interventi in Etiopia. Tre storie diverse, unite oggi dall'assegnazione del premio della Bontà Fiorenzo e Sofia Clauser, istituito nell'ormai lontano 1968 con un atto testamentario, un legato disposto dal professor Fiorenzo Clauser, medico, studioso e pubblico amministratore. Come voleva quell'atto lontano, il premio è stato attribuito, ancora una volta, nella sede della Provincia, presente l'assessore alla solidarietà internazionale e convivenza Lia Giovanazzi Beltrami, con i dirigenti e i tecnici del settore.
Il professor Fiorenzo Clauser dispose nel '68, con un lascito testamentario di 10 milioni di lire, che venisse istituito dalla Provincia autonoma un "Premio della bontà Fiorenzo e Sofia Clauser". Queste le condizioni: che esso venisse assegnato alla persona (bambino, giovane o adulto) che avesse dato prova di silenziosa ed operante bontà cristiana; che tutti gli aspiranti fossero nati in provincia di Trento o vi fossero domiciliati da almeno dieci anni; che il premio fosse conferito pubblicamente dalla Giunta provinciale, su parere di apposita Commissione.
Ed oggi, ancora una volta - l'ultima, essendosi ormai estinto il fondo con cui era stato istituito - il Premio della Bontà è stato attribuito, con le risorse rimaste, 7.845,87 euro. Ma il denaro qui conta poco: conta molto di più l'esempio che i premiati ci danno con il loro operato. Un esempio che non ha confini, certo, ma che ha delle radici, qui in Trentino.
"La solidarietà - ha ricordato l'assessore Beltrami - ha costruito l'Autonomia del Trentino. Essa è alla base dell'aiuto vicendevole che i trentini sempre si sono dati, e che non è venuto meno neanche con la stagione dell'emigrazione, quando gli emigranti hanno dato vita a circoli e associazioni che la tenevano in vita, e che aiutavano ciascuno a superare i momenti difficili. La solidarietà non è una cosa che si esercita 'fuori'. Certo, nel mio assessorato parliamo di solidarietà internazionale, ma siamo consapevoli che la solidarietà è in primo luogo uno stile di vita e che chi lo pratica sa essere solidale tanto qui a casa sua come nei più lontani e sfortunati luoghi della terra".
Prima di passare alla premiazione, l'assessore Beltrami ha concluso riproponendo un'esortazione di Papa Francesco: "Abbiate il coraggio di essere controcorrente".
Ed ecco i premiati, con le motivazioni addotte dalla Commissione:
LAURA SCALFI nata a Tione (TN) il 22 giugno 1977 è residente a Preore: come riportato nella documentazione prodotta "in nome dell'amore e della misericordia divina aiuta anche a livello economico varie persone carcerate in Messico, precisamente nel carcere di Coatzacolacos ed in quello dell'isola di Maria Madre, e le sostiene psicologicamente cantando e pregando con loro".
GIOVANNI DE MARCHI nato a Casale sul Sile (TV) il 26 marzo 1937 e residente da più di dieci anni a Borgo Valsugana dove, come riportato nella documentazione prodotta "dopo aver speso una vita al servizio della gente nell'Arma dei Carabinieri dalla quale si è congedato nel 1989, presta la sua attività di volontariato come "nonno vigile". E' promotore, organizzatore ed esecutore del Progetto per l'Etiopia che porta solidarietà alla popolazione etiope ed ha realizzato un ponte sul fiume Minne ed un centro giovanile a Debre Selam".
ANDREA ZAMPEDRI nato a Riva del Garda (TN) il 28 dicembre 1972 e residente ad Arco, che il 6 aprile 2009, come si evince dalla documentazione prodotta "ha portato aiuto con i suoi mezzi e tecnici ai terremotati in Abruzzo dando un determinante contributo anche al salvataggio della studentessa di Mondaino Eleonora Calesini. Nell'aprile del 2010 ha organizzato due concerti dell'Armata Rossa devolvendo l'incasso per la costruzione di un orfanotrofio ad Haiti. Ha fondato l'associazione WE HOPE FOR che ha collaborato, tra l'altro, alla costruzione dell'asilo "Wuascaranza" a L'Aquila".
Laura Scalfi ha voluto partecipare alla cerimonia con una lettera letta dalla sorella Paola che riportiamo integralmente.
«La pace e la gioia regnino nei vostri cuori.
Benedizioni a tutti voi carissimi con tutto il mio cuore e a nome dei fratelli e delle sorelle privati della loro liberta fisica, mi inchino di fronte ad ognuno di voi e vi ringrazio per la vostra sensibilità, generosità e solidarietà.
Qualche giorno fa ho ricevuto la chiamata della mia amata mamma Agostina che con parole piene di commozione e gioia mi ha annunciato che insieme ad altri due fratelli trentini siamo stati eletti per ricevere il "premio bontà Fiorenzo e Sofia Clauser".
Una sorpresa, un regalo inaspettato che il cielo ci ha mandato e per il quale gioisco perché so che questa generosità manifestatasi attraverso i vostri cuori di bontà arriverà fino a qui, nel lontano Messico, in differenti parti della repubblica messicana in special modo nel carcere della città di Coatzacoalcos dove sto prestando servizio di volontariato in nome dell'amore e della gioia di Dio e arriverà anche ad altre realtà carcerarie dove si trovano fratelli e sorelle che ho conosciuto in questi anni di servizio.
Qualche settimana fa ho proposto al direttore del carcere della città se era possibile la costruzione di uno spazio dove poter praticare yoga, meditazione, silenzio, canti e i corsi che propongo in carcere e ho ricevuto una risposta affermativa...parecchi fratelli del carcere si sono gia offerti per aiutare nella costruzione ed è una grande gioia per me e per tutti coloro che partecipano nel progetto!!
È un passo avanti verso una nuova coscienza per la riabilitazione sociale e soprattutto spirituale per coloro che vivono dietro le sbarre di un carcere...
Il carcere peggiore è quello che si può creare nella nostra mente e nel nostro cuore, si formano delle vere e proprie catene che limitano la nostra vita e non ci permettono di volare alto e liberamente nell'infinito cielo della pace e dell'amore..
Carissimi, mi sento così fortunata, così benedetta e ringrazio Dio che mi guida, che mi chiama giorno dopo giorno ad accogliere nel mio cuore il mio fratello e sorella del carcere, senza importare il delitto commesso.. l'importante per me non è scoprire cosa abbiano fatto onon fatto per essere stati messi in un carcere, per me l'importante è poter dare loro un abbraccio incondizionato,un sorriso sincero,una dolce carezza per l'anima, trasmettendo un messaggio di speranza attraverso le piccole azioni quotidiane che condivido con loro e il regalo più grande che posso ricevere ogni giorno è l'opportunità di poter stare in mezzo a loro e servire loro senza riserve.
Il mio stare ed essere con la mia amata famiglia carceraria è un'esperienza unica, profonda, di grande insegnamento e crescita interiore
..ogni giorno che passa, il poter contemplare i loro volti, i loro sguardi, il gioire con i loro cuori e con i loro sorrisi e l'accogliere le loro lacrime di disperazione, di solitudine, di dolore, fa di ogni momento un attimo sacro, una bellissima opportunità per vedere il volto di Dio riflesso nei loro volti, un'occasione per poter servire con gioia un Dio che quotidianamente si fa uomo, un Dio che parla attraverso coloro che sono considerati inutili, gli ultimi, i miserabili..e lo stesso Dio si manifesta attraverso le mani che accolgono, che danno, attraverso gli abbracci, gli sguardi di meraviglia e compassione, attraverso i cuori che si aprono ad accogliere senza giudicare, che si aprono all'amore vero, sincero, profondo...
C'è cosi tanto da poter fare in questo mondo, e la vita è cosi corta che non vale la pena lasciarla andare senza averla arricchita anche solo con un sorriso donato con gioia a qualcuno ..
e con questo sorriso vi abbraccio e mi inchino di fronte ad ognuno di voi con gratitudine nel cuore ed infinito amore.
A nome di tutta la grande famiglia delle carceri e dal profondo del mio cuore, vi auguro ogni bene e che sul vostro volto possa sempre risplendere un sorriso di speranza nonostante i momenti difficili che spesso viviamo...
sinceramente vi abbraccio
con amore, Laura e la Famiglia delle carceri»