
Verrà inaugurata sabato 22 dicembre presso la sala espositiva del PalaDolomiti a Pinzolo alle ore 18 la rassegna "L'arte della Natività". Per l'occasione si terrà un concerto con il gruppo musicale 3S Amis e la partecipazione della violinista Lucia Cabrera.
Nella storia dell'umanità, ci sono molte celebrazioni, tuttavia, nessuna tanto attesa come il Natale, periodo che è stato troppo commercializzato, perdendo la sua essenza originale. All'interno della rassegna "l'Arte della natività" promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Pinzolo, per la seconda edizione viene proposta la mostra "ALTER-NATIVITAS 2012" organizzata da il Sextante in collaborazione con Spazio Tadini di Milano e ospitata presso la sala espositiva del PalaDolomiti di Pinzolo. La collettiva, che vede la partecipazione di una quarantina di artisti contemporanei affermati a livello nazionale e internazionale, ha come fine quello di proporre un percorso alternativo, una pausa di riflessione sulla natività oggi, con linguaggi nuovi.
Cosa significa nascere oggi? Cosa vuol dire venire alla luce come individui nel contesto sociale contemporaneo? Quale immaginario evoca oggi l'immagine di un neonato o di una nascita?
A queste domande abbiamo cercato di dare una risposta attraverso l'arte. Rappresentativo, in tal senso, il lavoro di Aurelio Gravina, dove l'asino, collocato in una sorta di metropoli fantasma, si domanda: "Dov'è il bambino?". L'attenzione degli artisti si è più rivolta al contesto, alla società che accoglie l'individuo come per Basevi, Damss, Giardini. Il racconto del paesaggio è predominante e qui emergono in particolare l'ironia dell'opera di Lucio Perna dove la stella cometa è reinterpretata: non raggiungere una grotta, ma una bidonville. Interessante anche il punto di osservazione della nascita che supera il limite del visibile a occhio nudo e si colloca in un universo cellulare e intrauterino di cui sono rappresentativi sia l'opera di Giovanni Gurioli che di Ana Erra De Guevara. Una chiave di lettura mistica la troviamo in Cosimi e Silvi, mentre l'elemento tempo domina in Paolo Dolzan e Tomaso Marcolla, dove la nascita è temporale e atemporale.
La collettiva propone quindi oggi una nuova sfida, una nuova visione tutta da scoprire attraverso la visita alla mostra di Pinzolo.
Pietro Weber riprende nelle sue sculture la simbologia della "Dea Madre" presente in ogni cultura, che incarna l'aspetto materno del Dio, la creazione, la nascita. È quindi la Dea Madre che con la natività porta la luce nuova nel mondo, che nutre, protegge e insegna attraverso il suo Amore. La Dea è, nelle sue tante manifestazioni, simbolo dell'unità di tutte le forme esistenti in natura.
Maurizio Boscheri dedica il suo dipinto "ai Nuovi Bimbi, da loro dipenderà l'esistenza degli animali, solo preservando l'ambiente integro sarà possibile la continuazione di tutte le specie, anche quella dell'uomo"
Giampaolo Osele: "Il mio quadro rappresenta lo schermo di una Slot Machine dove ho inserito anche il simbolo del Natale. Un Natale che per la nostra società consumistica è ormai solo un'occasione in più per vendere"
Andrea Romanello analizza in "We are the 99%" cosa comporta essere giovani o nascere nel contesto sociale-politico-economico attuale. "...giovani ma anche possibili giovani genitori oggi in coppia o da soli. Un periodo storico di confusione, sofferenza e apatia dove le malapolitiche e malafinanze (ma non soltanto) gerontocratiche "ingorde" stanno compromettendo il futuro alle nuove generazioni e abbassando il tenore di vita a quelle attuali. La gioventù possiede il vigore della propria forza biologica e la potrebbe usare! La massa è poi sì troppo spesso prigioniera della propria "pigrizia" abbassa la testa disinteressandosi della realtà ed è facilmente indirizzata e gestita dall'élite dei poteri forti; ma il suo "volto" emaciato, flagellato e prono può anche rialzarsi. Con la speranza che tutto ciò possa avvenire tramite "cuore e saggezza" senza arrivare mai a una nuova "congiura delle polveri"!
Queste sono solamente alcune brevi considerazioni sulla simbologia da me utilizzata nell'opera, ma confido il pubblico possa ricavarne altre migliori!"