Centoventi anni di attività e l'unica ad essere stata presieduta dal padre fondatore della cooperazione Don Lorenzo Guetti, un patrimonio storico invidiabile quello della piccola cassa rurale Don Guetti, 5 filiali - Fiavè, Larido, Lomaso, Ponte Arche, Santa Croce - e 1.112 soci sul territorio delle Giudicarie Esteriori.
Ieri mattina a Ponte Arche vertici e soci si sono riuniti in assemblea straordinaria prima e ordinaria poi: che sarebbe stata lunga, si sapeva, che ci volessero due ore abbondanti per approvare lo statuto forse se lo aspettavano in pochi. I presenti hanno intavolato un vivace dibattito sulle modifiche allo statuto, in buona parte dettate da Banca d'Italia e da disposizioni nazionali, tanto che alla fine si è deciso di approvare la proposta portata in assemblea dal consiglio di amministrazione vincolandolo però a valutare le istanze avanzate dai soci per proporre ulteriori modifiche nella prossima assemblea.
Il clima nazionale ha condizionato gli umori in sala e la discussione è ruotata attorno alla proposta di limitare a un massimo di cinque i mandati degli amministratori, fino ad oggi peraltro illimitati, che i soci hanno chiesto ulteriormente ridotti a tre. Un altro punto che ha raccolto proposte alternative dall'assemblea è invece più specifico della rurale giudicariese che spazia su un territorio limitato ma suddiviso in tre comuni (Bleggio Superiore, Comano Terme, Fiavé), ed è il superamento dell'elezione territoriale degli amministratori: "che il criterio sia la competenza, non il campanile" ha sottolineato qualche voce in sala.
Questo permetterebbe di superare l'altra questione sollevata ieri, cioè la situazione di Comano Terme, prossimo al raggiungimento della soglia dei tremila abitanti che determinerebbe ai suoi delegati l'ulteriore vincolo dell'incompatibilità della carica di amministratore con altre cariche all'interno di comuni e Comunità, riducendo impropriamente, secondo alcune voci in sala, la rappresentatività dei soci del nuovo comune.
Superata la timidezza, qualche socio ha buttato lì anche l'elezione diretta del presidente, chiesto modalità per il maggiore coinvolgimento dei giovani e proposto varie soluzioni per le elezioni degli amministratori, in un'assemblea seppur lunga piuttosto vivace. Chiusa la pratica "straordinaria", la Don Guetti ha presentato un bilancio che nonostante un utile netto limitato a 20.548 euro rispetto ai 118.667 dello scorso esercizio, è rassicurante. "Sulla diminuzione dell'utile - ha chiarito il direttore Roberto Filippi - hanno inciso l'aumento delle imposte e soprattutto la decisione, poi pienamente avvallata da Banca d'Italia, di effettuare tutte le rettifiche sui crediti a dicembre, forti anche della solidità patrimoniale della cassa". Altro dato rasserenante per il futuro è la bassa incidenza delle sofferenze nette sui crediti per la cassa che si attesta all'1,28%. Crescono inoltre la raccolta diretta, dell'1,6% (77,5 milioni), e i prestiti, del 2% (66,9 milioni), a definire un rapporto impieghi/raccolta dell'86,41%. Sfiorano gli 84 mila euro gli interventi sul territorio (scuole, volontariato, sport e polizze a favore di soci e clienti).
Consiglio riconfermato con un solo nuovo entrante, Sandro Bella, anche presidente della Famiglia Cooperativa Terme di Comano, candidato solitario al posto lasciato libero un anno fa dal dimissionario Luca Iori.