Successo pieno per l'edizione zero della Comano Ursus Extreme Trail

Successo pieno per l'edizione zero della Comano Ursus Extreme Trail

Nonostante le bizze del tempo, che hanno costretto gli organizzatori a stoppare la seconda tappa poco dopo il via, si è chiusa con un successo pieno l'edizione «zero» della «Comano Ursus Extreme Trail», iniziativa inedita a queste latitudini ed andata in scena tra sabato 30 e domenica 31 luglio. Una corsa al limite dell'estremo, quella organizzata dalla Comano Mountain Runners del presidente Marco «Gera» Buratti, che prevedeva un totale di 120 chilometri divisi in due tappe attorno alla conca delle Giudicarie Esteriori, con qualcosa come 9000 metri di dislivello positivo. Una settantina i partecipanti alla competizione che però domenica ha dovuto fare i conti con i feroci temporali: «Rispetta te stesso, rispetta l'avversario, rispetta Madre Natura» il primo comandamento per i trailers, con l'organizzazione che – a malincuore ma saggiamente – ha quindi deciso di fermare gli atleti a Malga Valandro, circa 17 chilometri dopo la partenza della seconda tappa, ed annullare quindi la frazione. Non aveva senso proseguire sfidando le intemperie, meglio tornare alla base e lasciare gli ultimi 43 chilometri (nella zona del Banale, di Sarche e di Comano Paese) tutti da scoprire nella prima edizione «ufficiale» prevista nell'estate 2017. Un successo, si diceva. Successo di partecipazione, di collaborazione tra i tantissimi volontari giudicariesi che si sono messi a disposizione, di pubblico ai bordi del tracciato e di passione a trecentosessanta gradi: tanti i complimenti da parte di chi ha partecipato a favore di quanti per mesi hanno tracciato un percorso suggestivo e con molti passaggi tecnici.

Passando al lato agonistico, le classifiche generali hanno di fatto ricalcato quelle della prima tappa (corsa in Destra Sarca), con la differenza che solamente chi ha preso il via domenica mattina è stato inserito nella graduatoria finale. Ecco quindi che il vincitore è risultato Andrea Festi, 53enne di Fiavé che ha percorso i 58 chilometri della prima frazione in 8 ore e 13 minuti, conquistando, oltre ai meritatissimi applausi, un'opera sul tema preparata dall'artista giudicariese Gianluigi Rocca. Staccati di oltre un'ora Alex Petrut (9h27') e il giovane Alessandro Giacomini (9h39'), anche se al Passo Durone aveva conquistato il terzo posto di tappa il ledrense Fabrizio Gnuffi (9h36'), il quale però si era iscritto solamente alla corsa di sabato. Tra le donne, successo di tappa di Giuliana Gionghi di San Lorenzo Dorsino (10 ore e 23 minuti) e gradino più alto del podio nella generale per la bresciana Flora Morandi (11h9'). Nella staffetta, vittoria per la coppia fiavetano-bleggiana composta da Nicola Festi e Alessandro Caldera, il tutto grazie al quinto posto di tappa (9h46') conquistato dal primo nella giornata di sabato. Per tutti i trailers, comunque, tante pacche sulle spalle per la fatica affrontata. E anche l'ultimo arrivato al Passo Durone, il fiavetano Simone Bronzini (13h29'), è stato accolto dagli amici festanti per quella che rimane comunque un'impresa, resa ancora più difficile da qualche malanno fisico. Per tutti, atleti e volontari, rimarrà il ricordo di un weekend speciale, cominciato all'alba del sabato con un Marco Buratti a cavallo in versione Braveheart a dare il via dalle Terme di Comano e proseguito tra fatiche e sorrisi. Chapeau. E appuntamento al 2017, con la certezza che il numero dei partecipanti lieviterà.