
Un 26enne sudamericano residente nelle Giudicarie Esteriori, alla terza sospensione della patente per guida in stato di ebbrezza, forse rassegnato dall'entità dell'ultima sospensione di patente inflittagli dal Commissariato del Governo che lo avrebbe costretto ad essere appiedato per altri 2 anni, ha ben pensato di non curarsi del provvedimento e di utilizzare come se niente fosse il veicolo della madre (il suo era sequestrato) per i suoi abituali spostamenti.
Insospettiti dalla presenza dell'autovettura nei pressi di una fabbrica di Tione, ove lo straniero lavora, gli agenti della Polizia Locale delle Giudicarie hanno predisposto un servizio di controllo finalizzato proprio a capire quali fossero le abitudini del ragazzo. Il sospetto che il giovane utilizzasse abitualmente il veicolo diventava ben presto una certezza, infatti lo stesso, a fine turno di lavoro, si metteva alla guida nonostante il divieto stabilito dal Commissario del Governo.
Avvisato del controllo dal lampeggio dei fari abbaglianti dei veicoli in transito in senso contrario il giovane poco prima della postazione di controllo degli agenti repentinamente abbandonava il veicolo in un piazzale e si allontanava a piedi.
Raggiuntolo immediatamente gli operatori di Polizia Locale gli contestavano la guida con patente sospesa, che comporta oltre ad una sanzione pecuniaria di circa 2000 € il fermo del veicolo della madre per 3 mesi e la revoca definitiva della patente di guida.