Grande paura per il sasso caduto in pieno giorno sulla strada statale del Caffaro nei pressi del Ponte dei Servi. Fioccano le lamentele degli automobilisti che chiedono "più sicurezza per il Limarò"
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- Category: Esteriori
- Published on Wednesday, 02 October 2013 09:49
- Written by Ettore Zini
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"Si spendono fior di quattrini per opere secondarie e si trascurano opere vitali per a sicurezza del cittadino".Quel sasso caduto a mille all'ora sulla strada del Limarò, in pieno giorno, è piombato come un missile anche su coscienze sopite e il sentire comune di molti automobilisti. Consci dell'importanza primaria di una viabilità priva di rischi. Ieri a "fattaccio" accaduto (è un vero miracolo che nessuno ci abbia lasciato la pelle, con quel macigno, precipitato sull'asfalto in una delle ore più trafficate della giornata) i commenti si sprecavano.
E le lamentele contro il Servizio Strade della Provincia puntavano il dito soprattutto contro l'imbragamento dei costoni di roccia che sovrastano il vecchio tracciato della statale, dove la Provincia sta realizzando una ciclabile che collega le Sarche alle Terme di Comano. Opere ritenute importanti. Ma secondarie, rispetto alla sicurezza di una strada percorsa giornalmente da centinaia di automobili. "Non è concepibile – commentavano a caldo alcuni pendolari dopo lo smottamento – che si privilegino opere accessorie a danno della sicurezza di una strada, ad alta densità, che collega le Giudicarie a Trento". Non è la prima volta che qualche masso si stacchi da quel costone.
Alcune settimane fa un altro episodio analogo, seppur con una pietra di modeste dimensioni ha allarmato il popolo delle quattro ruote. L'altro ieri però si è avuta la piena consapevolezza che quel tratto tanto sicuro non è. E che visto la gravità dell'accaduto sarebbe opportuno sostituire le vecchie barriere paramassi dell'Anas a tenuta statica, con quelle più sicure ad azione dinamica adottate da tempo dal Servizio Gestione Strade della Provincia. In grado, come hanno confermato nell'Ufficio per la Zona Nord Ovest di Tione (Giudicarie e Val di Non) di trattenere anche macigni di grosse dimensioni.
Mario Tonina, dirigente della Federazione allevatori del Trentino e presidente dimissionario del Ceis di Stenico, in quanto candidato alle prossime provinciali nelle liste dell'Upt, è stato il primo ad incappare in quel macigno caduto dal cielo. "Due minuti prima – dice ancora scosso – e addio campagna elettorale". E' stato il primo a rendersi conto dello scampato pericolo. Ed anche una di quelle persone che non nasconde la priorità di messa in sicurezza della statale 237 del Caffaro, in quel tratto particolarmente a rischio per i costoni di roccia che la sovrastano.
"A volte – dice – impegniamo grosse somme di denaro per lavori meno importanti, e ne trascuriamo altre molto più necessarie". Anche il sindaco di Comano Terme Livio Caldera non nasconde qualche preoccupazione. "Alcuni giorni fa un altro sasso, di dimensioni molto minori è rovinato nello stesso tratto. Ora sentiremo la Provincia per vedere ciò che è possibile fare". Intanto ieri, da parte dei geologi del Servizio Strade della Pat, c'è stato un altro sopraluogo sulle pareti incriminate. La ditta di disgaggi Orbari di Dorsino è stata incaricata di provvedere alla messa in sicurezza del versante. Ma gli automobilisti in transito non ostentano molta tranquillità.




