
"E' necessario ed urgente stabilire, in accordo con gli Enti locali, un programma straordinario di difesa e di risanamento delle acque del torrente Duina che includa analisi mensili - in particolare nel corso della stagione turistica, quando la portata idrica risulta minore e contemporaneamente aumentano le attività a potenziale rischio di inquinamento - ma anche più frequenti sopralluoghi delle forze dell'ordine all'alveo principale, alle rive degli affluenti ed alle attività che comportano dei danni alla qualità del corso d'acqua, a tutela dell'ambiente e della salute pubblica dei residenti e degli ospiti". É quanto afferma il consigliere provinciale Roberto Bombarda in un'interrogazione al Presidente Bruno Dorigatti per chiedere maggiore attenzione verso il corso d'acqua.
"Il torrente Duina è uno dei corsi d'acqua più disgraziati dell'intero Trentino, nonostante sia affluente della Sarca e dunque afferente del Lago di Garda, richiamo primario del turismo nostrano".
Le acque della Duina presentano alle analisi batteriologiche "valori di rilievo" per la presenza di "contaminazione fognaria e da reflui zootecnici", mentre dalle analisi per la ricerca delle sostanze pericolose emerge che "su sei campioni eseguiti nel 2011, quattro hanno mostrato presenza di tracce di fitofarmaci".
"La Duina dovrebbe dunque essere un "sorvegliato speciale", con un numero molto più consistente di controlli ed una maggiore frequenza nei periodi di alta stagionalità turistica e di minore portata del corso d'acqua. Dalla risposta all'interrogazione precedente si apprende infatti che le analisi sono state fatte nei mesi di marzo e giugno, dunque al di fuori della stagione turistica e con una portata maggiore del corso d'acqua, che avrebbe così "di suo" diluito gli inquinanti. Come noto alla Provincia, in quanto più volte segnalato anche da noi, è invece proprio nel pieno dell'estate che, complici una serie di prelievi idrici, il torrente si presenta come un rigagnolo morente, attraversato da un filo di acqua di colore indefinibile e di odore marcescente, con una vegetazione d'alveo che sembra quella dell'Amazzonia, stante probabilmente un carico di nitrati talmente elevato da farla esplodere e da obbligare a frequenti sfalci o tagli di piante. Insomma, sarebbe necessario agire su più fronti: da una parte limitando i prelievi e favorendo così una maggiore presenza naturale di acqua in alveo; e dall'altra eseguendo maggiori e più frequenti controlli sui potenziali agenti inquinanti (se si parla di fitofarmaci e reflui zootecnici si capisce benissimo quali possano essere le attività potenzialmente a rischio) e sulla qualità delle acque, con analisi compiute almeno a frequenza mensile nel corso dei mesi estivi. Del resto, una persona sana non ha bisogno di fare le analisi, o le fa ogni tanto. Un malato – e la Duina è gravemente malata, come ha confermato più volte la Provincia in risposta ai nostri solleciti – ha bisogno invece di analisi frequenti, di cure immediate e, se serve, radicali".