Borgo Chiese, questione pensionamento del dott.Antolini. L'opinione del candidato Sindaco Claudio Pucci

Claudio Pucci 1

Vorrei esprimere il mio parere riguardo alla questione del pensionamento di uno dei medici di medicina generale di Borgo Chiese.
Conosco la situazione, perché da trent'anni questo è il mio medico e quindi anch'io e i miei familiari dovremo cercarne uno nuovo. Colgo qui l'occasione per ringraziarlo per quanto ha fatto per tutti noi.
Vorrei però sottolineare come un tema così delicato non dovrebbe essere oggetto di campagna elettorale. Questioni simili necessitano di una costanza d'attenzione che non può durare solo un paio di mesi e di un assiduo colloquio soprattutto con le autorità competenti in materia, cioè provincia e azienda sanitaria. Attenzione che mi impegno semmai ad assicurare.
Sono preoccupato per la situazione, soprattutto per la gente anziana e in particolare per quella delle piccole comunità dove, al disagio per la distanza dalla guardia medica, dalla farmacia e dall'ospedale, si potrebbe aggiungere la lontananza dal primo ambulatorio del medico di base.

La questione è da affrontare in modo ampio, approfondito e lungimirante perché il problema si è già verificato e facilmente si ripeterà in altre comunità vicine come in tutto il Trentino.
Trovare allora una soluzione equa ed efficace che vada incontro ai reali bisogni della gente è necessario per tutti.
È vero non si può più avere ciò che si aveva prima, ma è altrettanto vero che è sempre possibile trovare una soluzione.
In questi anni ho visto la sindaco di Brione, come tanti altri suoi concittadini, a Condino in farmacia a ritirare i farmaci per la propria gente e li ho visti in ospedale ad accompagnare anziani soli per le visite mediche. Continueranno a farlo ma non si può chiedere di più.
Oggi il mondo è cambiato, si sa, ma dobbiamo trovare nuovi modi per affrontarlo. Non possiamo pensare ai piccoli paesi di una valle periferica come alla città: lì i servizi sono diffusi, concentrati e facilmente raggiungibili tramite i mezzi pubblici.
Eppure se ogni attore decide di fare la propria parte le cose possono funzionare.
Alla Provincia chiedo di venire sul territorio e verificare direttamente le difficoltà dei cittadini, ma soprattutto di non lasciarsi tentare da una politica sanitaria basata sui grandi numeri e che non tenga conto della complessità del territorio e della viabilità.
Il Comune, per me, deve invece impegnarsi per continuare a fornire l'utilizzo gratuito dell'ambulatorio nelle sedi più periferiche e offrire i mezzi necessari perché il servizio possa essere svolto al meglio.
Ai medici vorrei chiedere uno sforzo, di fare il possibile per garantire il servizio di ambulatorio in ogni comunità.
Prima di ogni decisione definitiva, vorrei che queste istanze venissero accolte a seguito di un'opera di ascolto della cittadinanza.
Le difficoltà le conosciamo tutti: è la soluzione che dobbiamo cercare insieme. Io, assieme al mio gruppo, non posso che ribadire un forte impegno per fare tutto il possibile per ovviare a questa situazione davvero difficile.