Spressa, 7mila forme prodotte nel 2016, previste 10 mila nel 2017. A Bondo si guarda con ottimismo al formaggio Doc giudicariese

Tnina Cunaccia Povinelli

A Bondo in occasione della pre assemblea dei soci del Consorzio Volontario di Tutela del formaggio Spressa delle Giudicarie convenuti e conferitori hanno approvato il solo punto previsto all'ordine del giorno. Di fatto si trattava di sottoscrivere quanto già concordato dal direttivo e cioè di triplicare la quota destinata ai trasformatori che passa così da 5 a 15 mila euro il chè è avvenuto all'unanimità. Dentro l'auditorium comunale, dove di fatto veniva anticipato di sei mesi quanto si andrà a dire all'assise generale, ci sono allevatori non solo di Rendena e Giudicarie Esteriori ma anche del Chiese e Ledro. Ad intervenire con toni e sfumature diverse Rino Artini e Daniele Adami. Quest'ultimo ha legittimato l'azione del Consorzio dicendo " che tale organismo è fatto per incentivare e valorizzare la produzione ".
A relazionare il grosso dell'attività invece è stato lo stesso presidente Mauro Povinelli che è non solo allevatore ma che assieme alla team manager Bruna Cunaccia e al vice presidente Alberto Ferrari sono i referenti più in vista e ascoltati dentro la confederazione i cui soci al momento risultano essere 24 oltre a Latte Trento al momento unico socio trasformatore e ieri rappresentato da Ezio Valenti.
La Spressa Dop e Bio delle Giudicare , che dal 2004 è stata riconosciuta Doc dal Ministero delle politiche agricole, è oramai da considerare una realtà nell'ambito dell'intero padiglione caseario non solo Trentino. "Di recente per farci conoscere e diffondere ulteriormente il prodotto abbiamo iniziato a guardare nelle scuole di ogni ordine e grado oltre ad essere presenti in occasione di fiere, mercatini natalizi" ha ribadito Povinelli.
Il numero uno ha anche detto "che la qualità del prodotto ci viene ora riconosciuta a più livelli, informazione compresa, che non è poco".
A rimarcare tale considerazioni è poi stato il consigliere provinciale e presidente di prima commissione Mario Tonina. Lui, che come l'amico di Storo Vigilio Giovanelli sono considerati espressione del mondo contadino giudicariese, ha insistito sull'importanza del marchio creato "che identifica percorso e qualità della Spressa" e "che sta avendo grande riscontro proprio grazie a quanto si sta facendo". Ultimamente oltre ai due Bim, Sarca e Chiese, anche la stessa Provincia capitanata dall'assessore Michele Dallapiccola si sta muovendo, il che è stato giudicato molto rassicurante da parte degli stessi soci.
Bruna Cunaccia, ascolta e prende appunti ma è lei che poi fornisce alcuni dati riguardati l'attività e quanto sta avendo. " Lo scorso anno la produzione sfornata dalla casa madre di Giustino ha riguardato 7 mila forme mentre nel 2017 contiamo di arrivare a quota 10 mila . Ulteriore traguardo è che il prezzo della nostra Spressa si è ora assestato a 14 euro e 90 al chilogrammo".