Già un'ora prima delle funzione funebre la chiesa di San Pietro e Paolo oggi pomeriggio risultava strapiena di gente. Attorno alla bara di Valter Panelatti la moglie, figlie, il papà, fratelli e sorelle e tante persone in rappresentanza di realtà locali e anche di Peschiera dove lui viveva. "Un male difficile da combattere lo l'ha portato via per sempre quando di anni ne aveva appena 52" ha ricordato il celebrante padre Artemio Uberti. L'arciprete di Pieve di Bono ha concentrato la sua omelia non tanto su la figura dello scomparso ma forse accentuando di più l'aspetto religioso in modo da accompagnare e affidare la sua anima a Dio. Valter era semplice, umile anche se professionalmente poteva considerarsi un uomo affermato. Si era realizzato da solo lavorando e creando delle realtà imprenditoriali solide e con prospettive invidiabili. Era semplice, umile anche se professionalmente poteva considerarsi di aver raggiunto qualcosa di insperato.
Contrariamente a tanti altri lui era riuscito a concretizzare, sviluppare e mantenere più attività. Era doppiamente buono, sincero forse a volte anche sin troppo.
Viveva da anni sul Garda ma a Praso aveva non solo famigliari e parenti ma anche mantenuto un attaccamento con la sua terra. Nella casa di Peschiera c'era la moglie Adelma ed i figli Isadora, Filippo e Mariaedoarda. Prima ancora aveva avuto altre due figlie: Alessia e Vanessa che abitano a Condino.
A Praso dove i Panelatti hanno casa e origini vivono i genitori Marco e Vittorina, nonché le sorelle Ottilia e Severina mentre gli altri fratelli, Luca e Daniele, abitano a Condino .
Calcisticamente parlando era considerato un signore sia quando aveva indossato la maglia del Pieve di Bono che quella della Condinese, società che tramite i propri rappresentanti hanno voluto rendergli omaggio accompagnandolo al camposanto.