Non siamo un paese di razzisti, ma non si possono imporre certe cose. La lettera di Liliana Ghezzi sul caso Roncone

casa sordomuti Roncone

Buonasera vi scrivo in riferimento della lettera del signor Remo. Volevo che lui sapesse che lo stimo molto per il lavoro e la grande umanita' che sta dimostrando nel suo percorso per aiutare queste persone. Ma quando si è lontani certe volte leggendo gli articoli sfuggono dei particolari.

Per esempio le dico che non mi sembra giusto che 20 persone del consiglio pastorale possano permettersi di decidere per 1400 è stato fatto tutto di nascosto dalla popolazione e noi ci siamo ritrovati martedi scorso con una cosa ormai decisa da tempo.Sicuramente se fosse stata gestita meglio e la comunita' fosse stata coinvolta in questa decisione i profughi sarebbero arrivati nel nostro paese.

Non siamo un paese di razzisti e mi offende il fatto che lei lo pensi abbiamo sempre aiutato i piu' sfortunati.... ma non cosi. Non si puo' imporre certe cose e riderci in faccia come faceva la sig. Borgonovo.

Io la ritengo una gran mancanza di rispetto verso tutti noi . Non siamo razzisti siamo brave persone e mi sembra molto eccessivo quello che lei si è permesso di scrivere di far intervenire le forze dell ordine. Io non ho mai ucciso nessuno e neanche le altre persone che commentano. Non siamo dei delinquenti siamo solo delle persone che in questo momento sono stufe di doversi sottomettere al volere di altri. Il paese è anche nostro abbiamo il diritto di decidere insieme ala comunita' pastorale e al parroco.

Sign Remo la ringrazio per la sua attenzione

Distinti Saluti

Ghezzi Liliana