A Pieve di Bono, L'antifascismo oggi. Sandro Schmid: Guai a stare fermi!

l'antifascismo oggi

«Guai a stare fermi!»
Ad affermarlo è Sandro Schmid, presidente dell'A.N.P.I. Trentino, che ha relazionato insieme al professor Salvatore Giacomolli di Storo alla serata di ieri, giovedì 31 marzo, sul tema "L'antifascismo oggi" nell'Auditorium di Pieve di Bono.
L'approccio al tema è stato a 360°. Dopo una fotografia storica della situazione generale, il ritratto di quella locale attraverso le esperienze vissute dai protagonisti, tanti attivi lontani dalle proprie terre, come Vittorio Gozzer, di cui è stata proiettata parte della videointervista (https://vimeo.com/19922254), e Felice Franceschetti, del quale si è commemorata la scomparsa.

Ma chi erano i protagonisti? Si chiede il professor Giacomolli, ripensando ad una domanda che si fece Valerio Tosi, uno dei pochi sopravvissuti dei "Figli della Montagna", movimento clandestino di Resistenza nato dal liceo Maffei di Riva del Garda. Il malgaro che offre a quei giovani ribelli le sue ultime due fette di polenta, è un partigiano? E tutti coloro che hanno aiutato, nei più svariati modi, dai i carabinieri che non denunciavano ma, anzi, avvisavano i ragazzi di stare attenti perché c'erano i tedeschi, a tutti i contadini che li hanno ospitati, nascosti, che hanno dato loro parte delle già misere provviste? Questa solidarietà spontanea di riscatto, questi piccoli eventi di grande valore morale che son nati dopo aver visto il tradimento di Mussolini, il vuoto dietro l'ideologia fascista e le sue drammatiche conseguenze, che peso ha avuto? Molto, considerando il contesto delle nostre terre, dove non c'erano grandi concentrazioni di popolazione, movimenti operai e soprattutto dove i tedeschi, dopo l'armistizio, erano stati particolarmente tolleranti con i civili a patto però della totale sottomissione. Anche una storia personale fa la storia generale, che sia la dichiarazione pubblica della disapprovazione del sistema (come ha testimoniato una donna del pubblico, il cui padre solo per aver espresso le proprie opinioni ha scontato due anni di carcere in Calabria), che sia una ragazza che porta un biglietto con delle informazioni , un soldato che, dopo aver visto e preso coscienza di quanto è sbagliato ciò che sta facendo, entra nella Resistenza e fa semplicemente ciò che ritiene debba essere fatto, senza eroismo, oppure una grande personalità che sacrifica la vita dopo indicibili sofferenze, come Mario Pasi, comunista, prima chirurgo al Santa Chiara poi capo della Resistenza trentina, catturato mentre assisteva una partoriente, torturato per quattro mesi ed infine impiccato senza che fossero riusciti a fargli rivelare né nomi né fatti. Tutto questo ha portato ad evitare il bombardamento dei centri abitati, alla liberazione del Trentino ed all'instaurazione della democrazia.
Ma ora dobbiam tenere alta la guardia e viva la coscienza, ammonisce Schmid, poiché gli attacchi ai principi della Resistenza arrivano sia dal fanatismo esterno, con gli attacchi terroristici, che da quello interno, con il voler rispondere a questi con un ritorno al passato che non ci porterebbe altro che a ripetere la storia, per ritrovarci poi di nuovo ad accorgerci troppo tardi che eravamo dalla parte sbagliata.