"Giornali e furti di contenuti. L'informazione a rischio". Caro Giovanetti, la differenza nell'informazione non è una questione tra online e cartaceo... Ben vengano nuove voci in Trentino, anche se online

editoriale giovanetti su LAdige

Su L'Adige di oggi l'editoriale di Giovanetti mi ha lasciato un po' stupito. E ho deciso di rispondergli...  Forse questa lettera verrà pubblicata domani su L'Adige anche se la lunghezza potrebbe risultare un ostacolo... Intanto in anteprima su giudicarie.com...

Gentile direttore,
ho letto l'editoriale a sua firma "Giornali e furti di contenuti", l'informazione a rischio.
Le avrà fatto piacere apprendere che in Trentino è nata Amot, Associazione Media Online del Trentino, proprio con lo scopo di migliorare la qualità dell'informazione anche in internet. Fanno parte dell'associazione, per ora (ma il numero è destinato a crescere), sei testate online (lavocedeltrentino.it, trentinolibero.it, lavalsugana.it, giudicarie.com, larotaliana.it, lagarina.it) che vengono prese in considerazione quotidianamente nella rassegna stampa di Trentino TV e, da domani, in quella di RTTR.

Mi trovo d'accordo con lei nel dire che "l'illusione che internet sia libera e tutto si possa trovare su internet nasconde un pericoloso inganno", ma questo non può essere motivo per "screditare" l'informazione online.
Mi trova particolarmente d'accordo anche quando dice "gruppi di pressione, lobby industriali, potentati economici o di vario genere, ma anche padri-padroni della politica, manovrano sapientemente popolari siti su internet per nascondere, dietro la falsa idea della libertà totale e della totale democrazia e partecipazione, il burattinaio che tira i fili, e conduce il gregge dove vuole. È come il politico che parla solo in video-cassetta con monologhi e soliloqui, e sfugge invece l'intervista o il confronto col giornalista, perché vuole evitare le domande sgradite".

Ma non riesco proprio a capire la differenza che lei propone nel suo editoriale tra l'online e la carta, una spaccatura tanto retrograda quanto ingiustificata. Esistono giornali cartacei che sono al soldo di gruppi di potere che costruiscono notizie e campagne di informazione che nulla hanno a che fare con la verità dei fatti e ci sono siti di informazione online che sono assolutamente fonte di ottime inchieste giornalistiche, documentate e motivate. I giornali online hanno i vincoli di registrazione al tribunale come lo hanno le testate stampate. Poi i "clandestini" ci sono dall'una e dall'altra parte e di giornali che si inchinano ai politici è pieno il mondo,  e tutto il mondo è paese.

Detto questo lei pone al centro una questione importante. Il problema dell'informazione in Trentino come in Italia esiste, come esistono i furti di contenuti e come esiste il problema dei giornalisti che collaborano con i giornali, cartacei e online...

Il supporre che la possibilità di accedere a più contenuti grazie ai siti di informazione online rischi di impoverire l'informazione è del tutto illogico. Può minare l'informazione se si crede che il monopolio informativo debba essere e sia nelle mani de L'Adige, de Il Trentino, del Corriere del Trentino e di Vita Trentina....

Le nuove realtà informative possono togliere forza a questi pilastri dell'informazione trentina perchè anche loro cercano di dare informazioni? La nascita di nuove realtà informative che peraltro guardano al futuro e di nuovi canali informativi deve essere visto come un arricchimento non come una minaccia. Colmano dei vuoti lasciati liberi, aggiungono voci nuove.

Se invece voleva intendere che la nascita di queste testate online coincida con un contesto critico per i giornali L'Adige e per il Trentino in cui la vendita delle copie è in netto calo, siamo tutti d'accordo. È un dato di fatto, come lo è il fatto che alcuni lettori si siano spostati sull'online. Ma questo è un processo che avviene in tutto il mondo...

Forse sarebbe più opportuno interrogarsi sulle cause della perdita di lettori del cartaceo e forse si potrebbe scoprire che spesso dipende anche dalla qualità che essi offrono. Il cittadino se paga 1 euro e 20 centesimi vuole avere qualcosa che valga la spesa. Troppo spesso i giornali vengono fatti da uffici stampa invece che da giornalisti. La cosa è accettata dal cittadino se il giornale è gratuito, ma se deve pagare...
La staticità dei giornali cartacei fa sì inoltre che, mentre per l'approfondimento rimangano assolutamente validi, per un certo genere di notizie di cronaca siano estremamente inadeguati in quanto, i lunghi tempi di stampa, rendono le notizie già vecchie e conosciute ai più.

Inadeguatezza che ha sollevato anche Lei, direttore, quando sottolinea la difficoltà di distribuire il giornale cartaceo: in molti paesi le edicole vengono infatti chiuse, o non sono presenti, e il servizio postale è carente e non permette di raggiungere tutti i paesi del Trentino. Cosa che invece diventa estremamente semplice con internet che ormai copre capillarmente tutto il territorio, e che lo sarà ancor più se pensiamo alla prospettiva che questo modo di comunicare sarà inevitabilmente migliorato.

Ritornando alla qualità dell'informazione ricordo la mia collaborazione per alcuni anni con L'Alto Adige, prima, e con il Trentino poi. Non nascondo che alcuni giorni la qualità dell'informazione era assolutamente scadente. Gli articoli venivano tagliati, a volte malamente, i titoli snaturavano spesso i contenuti dell'articolo, forse per cercare il titolo ad effetto, gli spazi venivano riempiti anche con pezzi al limite della decenza. Inoltre i collaboratori venivano pagati talmente poco che scrivere per me invece di essere un guadagno diventava un costo. 

Impossibile quindi fare il giornalista di professione, almeno nelle valli. Forse la situazione oggi è migliorata, e forse a L'Adige è sempre stata migliore, ma è indubbio che i corrispondenti di zona non navighino nell'oro e siano fortemente sottopagati un po' ovunque. Questo per poter mantenere un sistema che paga bene chi lavora in redazione e chi dirige i giornali.

Inoltre è sotto gli occhi di tutti i lettori, che anche L'Adige, pur dichiarandosi giornale indipendente, è schierato politicamente, e di questo ne ha dato ampia prova anche durante la campagna elettorale provinciale appena trascorsa... ma è naturale che sia così.
Nella testata online che dirigo, giudicarie.com (quotidiano online delle Giudicarie), la situazione per i collaboratori è dal punto di vista economico, se possibile, ancora peggiore. Ma i collaboratori sanno che fino ad ora neppure il direttore guadagna e la loro collaborazione è volta a far crescere una realtà che ha le sue radici nel territorio e che non ha né gruppi economici né gruppi di partito da dover difendere, anche se è evidente al lettore che su certe tematiche abbiamo una linea editoriale ben precisa. Ma i collaboratori, allo stesso tempo, possono sperare, se le cose funzionano, di vedere in futuro ricompensati i loro sforzi, equamente con chi ha portato avanti il progetto.

In questo contesto Trentino, in cui non si possono dimenticare anche tutti i notiziari comunali e quelli delle associazioni che si basano prevalentemente sul volontariato, ben vengano dunque anche altri siti di informazione online e cartacei che possano arricchire con la loro voce l'informazione trentina.

un saluto
Matteo Ciaghi