Boom del Movimento 5 stelle di Grillo. Il Centrosinistra di Bersani annaspa e vince di misura alla Camera. Senato senza maggioranza. Berlusconi risorge e Monti... «è soddisfatto del risultato elettorale»

Beppe Grillo primo partito

Vittoria sul filo del rasoio della coalizione di Bersani alla Camera con un distacco su Berlusconi di uno 0,36% che vale circa 120mila voti ma che consegna il lauto premio di maggioranza al centrosinistra. Ma la notizia del giorno è il boom del Movimento 5 stelle che  agguanta un 25,54% e diventa il primo partito in Italia. «Siete circondati» aveva detto ai partiti Grillo in piazza san Giovanni a Roma. Ora aggiunge: «L'onestà tornerà di moda». Un risultato che va oltre le aspettative di tutti e che fa pensare ad una massiccia migrazione di voti da sinistra verso il Movimento 5 stelle anche nell'ultima settimana. Un risultato che segna l'ennesima resurrezione di Berlusconi ad opera del centrosinistra con la coppia Bersani-Vendola che ha fatto di tutto per perdere consenso ed è riuscita addirittura a fare meglio dei loro predecessori.

Situazione diversa al Senato dove la vittoria sempre del centrosinistra di un punto percentuale non consente a Bersani di avere una maggioranza per governare, complice una legge che attribuisce regione per regione i seggi, e che se ne infischia della percentuale nazionale.
I seggi del Senato secondo il calcolo degli esperti sarebbero così ripartiti: 119 seggi al centrosinistra, 117 al centrodestra, 54 al Movimento 5 Stelle e 18 a Scelta civica di Mario Monti. Undici sarebbero le regioni in cui ha vinto il centrosinistra, sette quelle in cui ha prevalso il centrodestra tra cui regioni importantissime come Lombardia, Veneto, Sicilia, Campania, Puglia. In questo contesto la dichiarazione di Mario Monti al limite dell'imbarazzante: «Sono soddisfatto del risultato elettorale...». Affermazione che appare più una burla che una frase di un leader che ha fatto della sobrietà la sua qualità migliore. Soddisfatto dello striminzito 10,5% ottenuto dal suo partito, soddisfatto per essersi sbarazzato di Casini e Fini puniti dall'elettorato o soddisfatto per un voto che ci consegna un paese frammentato e spaccato, senza una maggioranza, e una situazione, almeno nell'apparenza ingovernabile...?

Forse l'apparenza inganna.