Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini

Vogliono rendermi "imbecille"! Dal Blog "Quell'illuso del Muson", di Mario Antolini

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In un momento di quiete sulla poltrona dinanzi alle solite noiose ed insulse sequenze televisive di giornata, improvvisamente ho avuto la netta sensazione che c'è qualcuno o qualcosa che sta per circuirmi e che vuole farmi diventare un imbecille o che almeno tenta in tutti i modi di trattarmi e da considerarmi un imbecille privo del corretto dominio della mia razionalità. Tutti i giorni c'è un alcunché che mi opprime e che mi fa pensare di essere portato a diventare "balocco" in mano agli altri che vogliono fare di me quello che più piace a loro, privandomi dell'immensa ricchezza di sentirmi e di essere me stesso.

Apro parecchi giornali al giorno e non riesco a capire a chi e a che cosa debba credere: ogni articolo scrive le cose a vanvera, ciascun giornalista a modo suo e mi lascia lì come un imbecille a chiedermi chi ha ragione e chi no, perché ognuno mi dice quello che vuole lui come lui, ma mai che io possa intravedere sia una "verità" chiara e netta, condivisa da tutti e da tutti ritenuta tale. Ciascuna testa mi obbliga a scegliere fra voci contrastanti e non so mai che ciò sottopongono alla mia lettura lo fanno o per interesse personale, o per far soldi, o per superficialità, o per la fretta, o per ignoranza o per la mancanza di spazio.

Alla stessa stregua tutti quanti i servizi di comunicazione alla radio-televisione: sono talmente contradditori e addirittura agli opposti - specie su cose di cui io non so un bel nulla in profondità e in conoscenza - che proprio mi lasciano lì con un palmo di naso, con una bella faccia da imbecille suonato. Gli stessi "commentatori" delle varie rubriche non riescono a trovare una traccia, che sia una, su cui tutti si trovino concordi: e ancor di più mi sento un merlo spaurito perché, da come parlano, non riesco a concordare razionalmente con nessuno di loro.

Non parlo poi della baraonda infinita della pubblicità che - 24 ore su 24 - mi fa davvero diventare scemo, sballottato da una serqua infinita di offerte fatte a bella posta per trarmi in inganno e portarmi a scegliere non quello che piacerebbe e farebbe bene a me, ma quello che la voce o l'immagine più suadente mi porta a farmi fare... da vero e povero imbecille, vittima delle "reti psicologiche" fatte a bella posta per farmi accalappiare. .

Squilla il telefono e c'è sempre la tal ditta, la tal associazione, il tal istituto di credito con la voce più suadente possibile che mi tratta dal solito imbecille da far cadere nella trappola per l'acquisto di una serqua di offerte a non finire; e, se per caso, non metto giù subito il telefono mi imbambolano con una lunga teoria di bugie che, se cado nella rete, mi fanno proprio diventare l'imbecille di turno. Senza parlare di quello che ormai è diventata una prassi anche con computer ed internet: io finora (anche se lo uso da oltre vent'anni) non vi ho ancora messo il becco; ma invece sono "loro" che vengono a seccarti le scatole con giornaliere e-mail che propongono di tutto; ma, per fortuna, e per partito preso, cancello immediatamente senza neppure dar loro la soddisfazione di "aprirle". Ma se mi azzardassi a farlo, in che ginepraio cadrei proprio perché sono un povero vecchio rimbambito, quindi facile preda di chi vorrebbe stritolarmi fra le loro grinfie?

Mi tocca andare anche in farmacia; ormai sono vecchietto e mi tengono in piedi le pillole, a cui ormai sono affezionato da decenni. Ma se per caso nell'aprire le scatoline non butto subito via di tutta fretta le carte di spiegazioni che accompagnano le pillole stesse, e mi mettessi a leggerle...: o mi arrabbio e prendo una paura pazza per le controindicazioni sempre infinite, o mi sento preso in giro perché sono stampate così in piccolo e su paginone che non finiscono mai che neppure gli occhiali mi sono di aiuto a leggerle tanto sono illeggibili; ed anche in questo caso mi sento preso in giro perché trattato da un povero vecchio rimbicillito.

Non parlo poi del tempo che dovrei spendere al supermercato a leggere le etichette (anch'esse scritte più piccole che più piccole non si può e confusionarie per la sequenza di ingredienti di cui non conosco neppure l'esistenza): mi occorrerebbero delle ore e per di più non capirei un bel niente: ed anche questa non è una presa in giro, un darmi chiaramente dell'imbecille?

Mi sento schiavizzato da una società che vuol "succhiarmi" in tutti i sensi (appunto trattandomi da imbecille) senza mai avere la generosità di venirmi incontro a darmi una mano a capire, a conoscere, a comportarmi come vorrei. Adesso ci si è messa anche la burocrazia (perfino per via telematica): sono nato fra le carte e negli uffici, ma la modulistica moderna è davvero diventata un ginepraio; mi sento preso per i fondelli di fronte alla compilazione di pratiche burocratiche che davvero mi fanno sentire un incapace, un povero imbecille neppure idoneo a sbrogliarmi per gli incartamenti che mi fanno fare, anche per le cose più semplici, per "venirne fuori" da una quotidianità sempre più ingarbugliata.

Posso essere davvero diventato un imbecille a questo livello? Mi auguro solo, che almeno i miei amici con cui prendo il caffè al bar non mi guardino di sottocchio come l'imbecille di turno!