Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini

"Comunicare"... in Giudicarie. Dalla Rocca Pagana a Giudicarie.com

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La notizia che i fruitori "giornalieri" della testata online "giudicarie.com" hanno superato ormai i 6.000 lettori alimenta in me, e mi auguro anche in altri, la speranza che finalmente anche i Giudicariesi cominciano a "far rete", ossia a superare quell'eterna divisione che da secoli persiste nel voler sentirsi ciascuno legati ai limitati spazi del proprio territorio, senza alcun spirito di ricerca di una comune e vissuta identità e di una possibile unità di intenti comuni.
Eppure gli sforzi posti in essere da molti per un'aggregazione più fattiva ed efficace ce ne sono stati molti, specialmente nella comunicazione a mezzo stampa, e mi piace ricordarli augurandomi che i "ricordi" possano servire ad incentivare i già positivi traguardi che sta raggiungendo questa testata che gentilmente mi offre tanta ospitalità.

In fatto di editoria ecco un elenco di testate forse ormai, purtroppo, nascoste nell'oblìo dei più. Per limitarmi alla seconda metà del secolo scorso, negli anni Cinquanta, dopo il fallito tentativo de "La Ghitia" a Tione avviata con le firme di Ezio Scalfi, del preside Merli e di don Mario Beber, ecco nascere a Storo "La Rocca Pagana" per merito del farmacista Nino Scaglia: un vero giornale che, proprio in questi giorni ("l'Adige" del 4.02.14), meritatamente è stata ricordata da Gianni Poletti "nel ventennio della sua prima uscita", e che avrebbe dovuto e potuto diventare davvero il giornale dei Giudicariesi. Nei decenni successivi, nel 1968, escono in bella veste tipografica, "Le Giudicarie", una rivista nata per iniziativa di Giuseppe Zontini, pure da Storo; quindi, nel 1970, "ci-otto: mensile d'informazione delle Giudicarie" per iniziativa di un gruppo di giovani; successivamente, nel 1984, "Tionegiovani" edito fino al 1988 da un altro gruppo di giovani. Maggior fortuna ha avuto "La civetta", nell'ambito dell'eccezionale attività del gruppo culturale "Il Chiese" di Storo, che ha lasciato un'ampia traccia di sè in tutte le Giudicarie. Ultimamente "Il Giornale delle Giudicarie" che da oltre un decennio entra in tutte le case del comprensorio.
All'opera impegnativa e generosa dei promotori e sostenitori di queste testate va aggiunto il lungo elenco delle persone impegnate nei Bollettini sia comunali che parrocchiali che, in varie epoche ed anche attualmente, hanno continuato e continuano a portare nelle case dei Giudicariesi la loro voce certamente ricca di storia e di socialità, ma quasi sempre limitata alla propria ristretta area di territorio, senza cioè un'attenzione particolare di aggancio ai territori confinanti. Sarebbe auspicabile che anche fra queste pubblicazioni periodiche si riuscisse "a fare rete", ossia a scambiarsi gli articoli più interessanti e socialmente utili, il che riuscirebbe a farci sentire tutti più vicini sia nella vicendevole conoscenza che negli stessi costumi di vita.

Il mio auspicio sarebbe di riuscire a ricostruire la storia delle testate qui ricordate, conoscendo i periodi in cui hanno visto la luce, i promotori ed i collaboratori ed i loro contenuti. Forse sarà proprio la "comunicazione fra noi" che ci farà sentire gli uni più vicini agli altri, così da costituire quel "gróp" che diventerebbe il caposaldo del nostro comune avvenire: da soli e senza gli altri non si fa tanta strada e la fatica si raddoppia. Chissà che internet, coi suoi vari web, non ci dia una mano anche in questa direzione.

quell'illuso del Musón

Chi fosse disponibile a ricostruire la storia della comunicazione periodica delle Giudicarie attraverso la ricostruzione delle "testate" citate nell'articolo può rivolgersi a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.