
Maggio 2013: baraonda nel campo politico provinciale con un'infinità di iniziative encomiabili e di intrallazzi politici ad ogni livello in quel di Trento in preparazione alle elezioni del prossimo autunno nel Trentino. Un forte articolo su un quotidiano di Trento ha parlato di "polverizzazione", poiché, in effetti - almeno per quanto noi poveri mortali possiamo venir edotti solo attraverso la stampa - si sta assistendo ad un continuo accrescersi di proposte sempre più numerose, sempre più diverse per amministrare soltanto 533.394 abitanti (statistica 2011).
Nel contempo si è a conoscenza che alcuni "storici" del Trentino stanno incontrandosi (facendo gruppo) per trovare, attraverso indagini sempre più approfondite, spunti comuni su quello che veramente hanno vissuto le popolazioni del Trentino nel tempo, e come la odierna società, attraverso le vicende secolari, è andata formandosi dotandosi di caratteristiche che sono conseguenti allo svolgersi delle situazioni ed al progredire di elementi culturali che anche oggi costituisco l'essenza stessa sia dei singoli che delle diverse comunità sul territorio.
Mi sono chiesto se e come i movimenti politici in atto stiano agendo in stretto contatto con l'encomiabile gruppo degli storici per adeguare i loro programmi e le loro scelte fondati sulla "storia" e non già su programmi di "partito", ossia di "parte", per finalità o strettamente personali o di gruppo. Sono convinto che, purtroppo, molti trentini (molti dei quali sono in Trentino solo dal 1900 in poi), e numerose persone impegnate in politica, ben poco sanno delle "radici" del vero Trentino, molto spesso informati unicamente sull'antitesi Trentino asburgico e Trentino italiano; mentre, invece, il Trentino è diventato Trentino verace dal Mille al 1800. A mio avviso una motivata valutazione del Trentino di oggi va vista negli Statuti dei secoli medioevali: otto secoli di crescita e di organizzazione, centrale e periferica, con specifiche caratteristiche rimaste impregnate nelle popolazioni di ogni vallata e che ancor oggi hanno la loro ragion d'essere attraverso una capillare conoscenza ed una adeguata scelta consequenziale. Le odierne Comunità di Valle - che il noto storico Fabio Giacomoni definisce "veri polmoni del principato vescovile (1027-1803)" - ancor oggi quanto mai necessarie, purtroppo rispondono solo in minima parte alla loro essenza e funzionalità perché non adeguatamente studiate e preparate ed attualmente quasi abbandonate a se stesse senza quel supporto legislativo-giuridico e quella quotidiana presenza degli organi centrali che si rendono necessari per farle entrare nel pieno merito delle loro identità, così da renderle efficaci in una consistente ed attuabile autonomia di cui già hanno goduto nei secoli della loro pratica attuazione e del loro affermarsi nel corso della storia. Mi auguro che tutti i movimenti in atto per accaparrarsi il "potere provinciale" alle prossime elezioni autunnali abbiano la saggezza di trovare modi e tempi di incontrarsi e di confrontarsi con gli storici per essere illuminati nello stendere dei programmi che rispondano a "chi sono i Trentini" e, conseguentemente, di quale"tipo di Enti locali territoriali" e di quali "norme amministrative" hanno bisogno per continuare in maniera strutturale il loro comune cammino verso l'avvenire.
Mario Antolini Musón