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Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini

Montagna oggi. È logico e produttivo remare contro? Dal Blog di Quell'illuso del Muson

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Parlar di Montagna all'uomo o alle "folle" del terzo Millennio, per noi vecchi ultraottantenni, diventa un po' difficile, poiché ci troviamo di fronte a concezioni ed a fruizioni della montagna, che appaiono piuttosto distanti da quelle di ieri...; almeno così ci pare.

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Autunno 2017 in Giudicarie...dal blog di Quell' Illuso del Musón

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Un nuovo autunno nell'anno 2017 che combacia con l'autunno dei miei ormai 97 anni ed oltre... e già al tramonto. Autunno: la stagione della vendemmia e mi è venuta la voglia di prendere in considerazione l'opportunità di fare la vendemmia dei miei quasi dieci decenni alla luce delle Giudicarie, nelle quali sono nato agli inizi del terzo decennio del secolo scorso e di essermi sentito giudicariese doc fino alla già quasi fine del secondo decennio del primo secolo del terzo Millennio.

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Una lectio del prof. Profumo al Guetti di Tione... trascurata! Dal Blog di Mario Antolini Muson

Profumo 2Solo per un puro caso fortuito mi è venuto di voler sfogliare anche le pagine dell'inserto "La Domenica del Trentino" (con la numerazione pag. 55) trovando, con evidente sorpresa, il bell'articolo di Walter Facchinelli sulla "Lectio magistralis dell'ex ministro Profumo" alla consegna dei diplomi agli studenti dell'Istituto Guetti di Tione.

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Tener pulito il paese: un hobby saltuario o costante dovere sociale di tutti gli abitanti?

Pinzolo-giornata-ecologica-0Mi fa impressione leggere sui giornali - e dato come un fatto eccezionale - che in qualche paese o città la popolazione (o qualche associazione) venga chiamata o a pulire strade e rioni o a riordinare i sentieri di montagna. Ma è possibile non ricordare che questo era un compito obbligatorio e gratuito di tutte le famiglie (allora dette "focus") che è durato per 800 anni, dal 1000 al 1800, in tutti i villaggi delle Giudicarie? Proprio attraverso questo dettato statutario, infatti, che era diventato principio/obbligo, sono state letteralmente "costruite" le Giudicarie di oggi mediante la "coltivazione" di un territorio allora tutto da modellare fino a giungere all'incomparabile paesaggio ambientale, accogliente e godibile di oggi.

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Donne dimenticate delle Giudicarie... Dietro all'affermazione di ogni famiglia, di ogni comunità e di ogni popolazione, vi è sempre stata la presenza determinante di donne. Dal Blog di Quell'Illuso del Muson

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Nel chiuso della mia mansarda, dalla quale ormai non esco quasi più, sono venuto a sapere - grazie ai quotidiani ed a facebook - che nelle nostre vallate si sta per affrontare, da parte di un gruppo di persone, un progetto socio-culturale sull'ambizioso argomento: "Donne dimenticate delle Giudicarie". La notizia mi ha incuriosito e, nel contempo, assai rallegrato, poiché era da anni che serpeggiava nella mia mente il desiderio di dedicare qualche pagina a quell'infinita serie di donne che hanno costituito l'ossatura portante delle famiglie tradizionali giudicariesi; ossia di quelle donne che hanno contribuito, in maniera encomiabile e determinante, alla reale "costruzione" delle Giudicarie, facendole diventare una terra di lavoratori e di lavoratrici davvero esemplari ed eccezionali.

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Giudicarie 2017: un'accogliente oasi al sicuro, o terra abbandonata a se stessa ed in pericolo? Dal blog di Quell'Illuso del Musón

Giudicarie 2017

Quando si diventa vecchi e ci si trova da soli in una mansarda al terzo piano, sopra i tetti di Brévine e con le cime attorno che sembrano tenerti chiuso nel fondovalle, si passa tanto di quel tempo a rimuginare il proprio passato e ad arzigogolare pure attorno al presente ed all'avvenire, oppressi come si è dalle notizie che mi giungono, quotidianamente, da ogni parte del mondo, e che mi assalgono e mi opprimono attraverso la carta stampata quotidiana e la televisione.

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Da forestiero a migrante/profugo: ma sempre sullo stesso antico percorso. Dal blog di Quell'illuso del Musón

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Mi ha rallegrato una pagina di cronaca sotto Caderzone Terme: un incontro comunitario per preparasi "insieme" ad accogliere una famiglia di profughi africani. Il pensiero è subito corso agli antichi Statuti giudicariesi (dal 1200 al 1803) nei quali in numerosi articoli il vocabolo "forestiero" è costantemente presente ed in evidenza; come a sancire un costante e persistente presente di "nuovi arrivati" all'interno delle varie "communitates" che si erano andate formando all'interno delle Sette Pievi.

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Radio giudicariesi: un passato da rivivere insieme. La storia della gente, tema affascinante. Quando il 'Non dimenticare' diventa un dovere

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Il precedente mio scritto sulle Radio giudicariesi - pubblicato in questi cortesi spazi online -, che m'ero sentito di scrivere a ricordo d'uno dei periodi più vivaci dell'informazione comprensoriale, è stato recepito da vari cortesi lettori, dandomi modo di ricevere consensi e soprattutto nuove indicazioni per allargare la conoscenza di una aspetto della vita sociale che ci è propria.

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Libere RADIO e TV in Giudicarie: solo ricordi dimenticati? Dal blog di Quell'illuso del Muson

tvgLa inattesa e triste scomparsa di Maria Tonini, cittadina di Storo, - suadente ed ascoltata voce di Radio di GB1 da Storo (Cà' Rossa) e di Radio C8 da Tione negli anni Settanta/Ottanta - mi ha riempito di tristezza ma, nel contempo, ha suscitato in me la struggente nostalgia che mi ha trascinato a rivivere ed a ricordare quell'intenso periodo di vita di parecchi decenni fa quando, anche in Giudicarie, l'avvento del libero uso delle trasmissioni radiofoniche e televisive era giunto alla portata di un entusiasta ed agguerrito Volontariato, reso possibile - allora - dalla mancanza delle attuali remore dovute alle procedure burocratiche, che stanno tarpando le ali (e forse addirittura tagliandole del tutto) a coloro che sentirebbero ancora in sè la generosità di mettersi in gioco.

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Chi saprà correre più dei giovani per offrire le indicazioni stradali aggiornate verso gli orizzonti da raggiungere? Dal blog di quell'Illuso del Muson

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Ormai vicino ai 97... l'altra notte, mentre facevo zapping in cerca di qualcosa che mi interessasse, sono incappato proprio all'inizio della trasmissione televisiva di "Exodus" che non avevo mai visto, ma di cui mi era rimasto un amaro ricordo di esperienza scolastica. Ho voluto guardarmelo tutto (anche se influenzato) fin dopo la mezzanotte, imparando anche quanto fondamentalmente non conoscevo ancora.
Ed il rimorso per quanto accadutomi in una terza elementare, a Tione, fra il 1966 ed il 1969, mi tornò nella coscienza ed un nodo mi prese alla gola, anche se ormai non potevo più piangere sul latte versato. Però quel nodo mi spinge stanotte e rievocare una situazione che forse potrebbe far riflettere molti insegnanti sul come resta sempre difficile ed impensabile essere preparati a ciò che succede nel trovarsi con i ragazzi delle sempre nuove generazioni.

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Don Guetti non c'è più ed il parlarne a iosa per farsi belli non serve a farlo rivivere... Divagazioni sulla cooperazione di Mario Antolini Muson

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Premessa

Sia che si parli di cooperazione o di qualsiasi altra attività umana occorre sempre e comunque partire dall'UOMO, poiché chi deve studiare, comprendere e soprattutto a fare quello che c'è da fare è sempre una persona: uomo o donna e di qualsiasi età. Di tutto quello che si discute e che si scrive e che c'è da fare è accolto e fatto proprio da persone/individui che opereranno secondo il proprio carattere, la propria buona fede, la propria onestà, la propria preparazione, la propria istruzione,la propria professionalità, la propria capacità. Soprattutto in coscienza intellettuale e morale.

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