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Categoria: Madonna di Campiglio
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Pubblicato Martedì, 04 Aprile 2017 14:16
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Scritto da Giuseppe Ciaghi
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La scomparsa di Bruno Burrini, un uomo che ha dato tanto alla sua comunità, in maniera discreta e modesta, com'era nel suo carattere timido e schivo, scrivendo pagine importanti della storia, dello sport, dello sviluppo economico e sociale di Madonna di Campiglio insieme al papà Celso (responsabile della prima seggiovia dello Spinale), al fratello Gino (grande campione di sci alpino) e alla moglie Rosetta Binelli (una donna che ha raccolto in sé, nel suo modo di essere e nelle sue poesie la cultura, l'ambiente e la mentalità dei pionieri della stazione turistica) segna una perdita notevole per tutti noi. Di sicuro propone un esempio e invita a qualche utile riflessione. Lo ricordiamo lavorare da giovane sugli impianti di risalita, quindi da tassista l'estate e da maestro dii sci l'inverno (attività che ha onorato con grande professionalità fino a dieci anni fa - era nato il 22 novembre del 1931), ma soprattutto come discesista azzurro, campione nazionale di discesa libera nel 1952, e alle Olimpiadi di Cortina nel 1956 dove giunse nono, nella gara vinta da Toni Sailer con una moltitudine di atleti usciti di pista sul ghiaccio delle Tofane. Sapeva andare sugli sci come pochi - glielo riconoscevano tutti - ma si emozionava prima di ogni gara, come un bambino: un handicap che gli ha impedito di ottenere quei successi che le sue doti avrebbero meritato. Ai famigliari vogliamo esprimere i sensi più vivi del nostro cordoglio. I funerali avranno luogo mercoledì 5 aprile alle 14.00 partendo dalla chiesa di Madonna di Campiglio.