Il Blog di Marco Zulberti

De Gasperi tra i "poli" della legge elettorale

de gasperiTutti gli anni il Trentino in questo periodo, grazie al ricordo della figura di Alcide De Gasperi, offre alla classe politica locale e nazionale, l'occasione per riflettere sui fini più nobili e alti orientati al buongoverno dell'economia e del paese. E' anche un occasione responsabile, non solo retorica, per riprendere il dibattito sul quel vecchio centro politico che fu demolito dal sistema elettorale bipolare applicato, in fretta e furia, dopo il referendum del giugno 1993 quando gli italiani avevano scelto una nuovalegge elettorale maggioritaria.

L'inganno fu scambiare il termine "bipolare", che corrisponde ad una coalizione, o meglio ad una congerie politica, con il termine "maggioritario", che invece esprimeva la necessità di ridurre i soggetti politici e di governare senza troppi "inciucio". Se l'obiettivo del referendum era quello d'uscire dall'instabilità di governo che aveva favorito la decadenza economica e la spaventosa crescita del debito pubblico, il maggioritario avrebbe dovuto ridurre il numero dei"poli", ma poi il sistema bipolare all'italiana, mattarellum e porcellum, ha addirittura sdoppiato il vecchio penta-partito, moltiplicando i leader e l'ingovernabilità, come registrano questi ultimi vent'anni di mancata crescita. L'errore fu fatto da entrambi gli schieramenti politici che avevano come obiettivo la demolizione del vecchio centro moderato, ieri democristiano, e oggi in fase di nuova definizione, come si legge negli interventi dei politici a partire del nostro presidente Lorenzo Dellai.

Alla luce della storia politica italiana è quindi chiaro che i dibattiti intorno al nuovo polo moderato e alla legge elettorale devono andare a braccetto, perché è la legge elettorale che definisce i "poli" della politica e non viceversa. Se una legge è moralmente sbagliata la storia di un popolo può essere deviata dal suo corso naturale come affermavano già gli antichi a partire da Tacito: "corruptissima in re pubblica, plurimae sunt leges".

Di fatto oggi la politica, e soprattutto i costruttori del nuovo centro, devono prendere coscienza di questo fatto ineluttabile: senza una nuova legge elettorale veramente maggioritaria il progetto di avere come in Germania partiti moderati come SPD e CDU, e premier forti come prima Schroder e oggi la Merkel, risulterà vano.

Si deve tornare all'autunno del 1992, con la gravissima crisi della lira che aveva bruciato inutilmente 50.000 miliardi, quando il governo Ciampi e il presidente Scalfaro furono costretti ad affrontare mille problemi, per capire come in quel passaggio dalla "prima"repubblica alla "seconda" repubblica furono protagonisti ancora i partiti che assaliti dai timori del cambiamento e in difesa di interessi storicamente più radicati diventarono audaci e sfrontati, Lega e Ds compresi, approdando a quel finto bipolarismo con cui poi si sono spartiti il territorio italiano. Da allora il clima è progressivamente peggiorato fino agli insulti e alla rissa continua, sinistra compresa, eternamente indebolita dalle divisioni sia sui singoli temi economici che sociali.

Oggi con una maggioranza del 35% e il premio di maggioranza è quindi vero che si governa stabilmente, ma lo si fa senza ascoltare la vera maggioranza del paese. Nella società italiana non è possibile dividere una cultura politica millenaria tagliando il campo a metà come nel calcio. La politica non è tifo da ultras. La nostra particolare stratificazione storica prevede da sempre un ruolo dello stato anche a destra. Questo determina la presenza nella società italiana non di solo due, ma di ben quattro anime politiche distinte sia a destra, statalista e liberista, che a sinistra, una sociale e una riformista.

L'esigenza di fotografare questa ricchezza culturale con il reticolo di un campo da tennis, è stato il grave errore. Di questo modello è stato vittima il centro moderato. In Francia e Germania, le leggi elettorali cercano di collocare al governo questi "poli" storici senza spaccare il centro; con il secondo turno in Francia, e con lo sbarramento al 5% in Germania. Questo permette di formare coalizioni con un numero limitato di partiti e di leader, e di garantire la governabilità- In Italia la classe politica, sia trentina che nazionale, invece fanno fatica a capire che il proporzionale alla tedesca è effettivamente un sistema maggioritario dove un partito per emergere deve parlare alla gente, attuando una vera politica condivisa, com'era nella visione di Alcide De Gasperi che lavorava ad un progetto che riguardasse la crescita e il benessere soprattutto delle generazioni future.

Nei dibatti di questi giorni da Pieve Tesino a Trento, da Madonna di Campiglio a Drò, dovrà aleggiare questo "spirito" antico, per evitare l'ennesimo distacco della politica dalla dura realtà che la gente vive tutti i giorni a cui invece guardava sempre Alcide De Gasperi come ha ricordato il ministro Andrea Riccardi nel convegno. La politica quindi deve lavorare da una parte a chiarire il progetto dei nuovi poli e dall'altra ad una nuova legge elettorale che elegga una vera classe politica che rispecchi effettivamente la società trentina, e italiana, senza duplicarne semplicemente gli interessi.