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Notizie dal Trentino

Cambiamenti climatici e risorsa idrica in Trentino svelati dal progetto europeo Orientgate

bissina valle di Daone Val di fumo

Sono stati presentati nella sede della Trentino School of Management, in via Giusti, a Trento, i risultati della ricerca svolta nell'ambito del progetto europeo "ORIENTGATE - A structured network for integration of climate knowledge into policy and territorial planning" dedicato allo studio dell'impatto dei cambiamenti climatici sulla risorsa idrica e in particolare sul settore idroelettrico. Lo studio è frutto della collaborazione tra il Dipartimento Protezione Civile e l'Agenzia per l'Energia e la Risorsa Idrica della Provincia autonoma di Trento e il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica dell'Università di Trento.

Lo scenario climatico atteso per il Trentino
I nuovi scenari climatici adottati nello studio sono disponibili grazie alle simulazioni su scala regionale prodotte dal Centro Euro Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, Lead partner del progetto, e si riferiscono a due possibili scenari futuri: il primo relativo ad una stabilizzazione delle emissioni di gas serra e il secondo relativo invece ad alte emissioni di gas serra, come accade attualmente. Tali scenari consentono di prevedere per il Trentino sia a breve termine (2020-2050) che a lungo termine (2040-2070) un continuo aumento delle temperature sia annuali che stagionali, con un segnale decisamente più marcato per l'estate.
Per quanto riguarda le precipitazioni si attende una limitata diminuzione dell'apporto annuale ma con una maggiore variabilità degli apporti stagionali: ci si aspetta infatti una sensibile diminuzione in estate e parzialmente anche in primavera e invece un aumento in inverno.

L'impatto dei cambiamenti climatici sulla disponibilità della risorsa idrica in Trentino
L'effetto più evidente dei cambiamenti climatici in futuro riguarda l'impatto sul ciclo dell'acqua nel suo andamento stagionale: estati più calde e meno piovose potrebbero favorire maggiori eventi di scarsità idrica; l'aumento delle temperature favorirà la progressiva fusione dei ghiacciai e l'anticipo della stagione di maggior apporto di acqua di deflusso da ghiacciai e neve accumulata in inverno. Nella stagione autunnale e soprattutto invernale è attesa una maggiore disponibilità di accumuli nevosi ma a quote più elevate.

Lo studio svolto: l'impatto sul settore idroelettrico del Trentino
La Provincia autonoma di Trento ha partecipato al progetto ORIENTGATE studiando l'impatto dei cambiamenti climatici sulla risorsa idrica con particolare riferimento al suo utilizzo per la produzione di energia, che da solo copre il fabbisogno elettrico dell'intera provincia.
Data la complessità del territorio gli studi si sono concentrati su due bacini campione: il bacino del Noce dove sono presenti importanti zone glaciali e diversi sistemi di sfruttamento idroelettrico di grandi dimensioni, e il bacino del Brenta dove non si trovano né aree glaciali né impianti idroelettrici con grandi bacini di accumulo.

I risultati ottenuti
E' possibile stimare innanzitutto un lieve calo dei volumi annuali di acqua derivabile per il periodo 2040-2070 rispetto al periodo di riferimento 1980-2010.
Ci sono poi importanti differenze a livello stagionale: è atteso in generale un aumento dei volumi disponibili d'acqua derivabile in inverno mentre un calo sensibile è atteso per l'estate. Prendendo in considerazione la situazione reale che tiene conto delle derivazioni di origine antropica l'impatto dei cambiamenti climatici prevede una lieve perdita, per entrambi i bacini esaminati, della producibilità elettrica per il periodo 2040-2070 rispetto al periodo di riferimento 1980-2010.

Uno sguardo al futuro
Lo studio ha permesso di identificare come l'impatto dei cambiamenti climatici agirà in particolare nella modifica del comportamento stagionale del ciclo dell'acqua e quindi nella sua disponibilità nell'arco dell'anno. Queste modifiche implicheranno pertanto un cambiamento anche nelle modalità di gestione del settore idroelettrico e nella relativa pianificazione. Le ricerche dovranno pertanto proseguire ma i risultati dello studio forniscono già preziosi elementi di valutazione per le politiche gestionali per l'utilizzo sostenibile dell'acqua in futuro, considerando nella loro complessità tutti i settori di utilizzo e quindi non solo il comparto energetico ma anche per esempio quello agricolo o di uso potabile.