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Darzo, alla Rurale fanno saltare l'entrata con l'esplosivo prendono di mira il bancomat, ma non riescono a portare via un euro

ancora darzo cc 

DARZO. Molti più danni che euro spariti (non manca nemmeno una banconota). E' quanto finora emerge dall'azione banditesca avvenuta alle 4 di ieri mattina alla rurale Valsabbia, Giudicarie e Paganella sede di Darzo dove ignoti, utilizzando esplosivo, hanno fatto saltare anticamera ed ingresso dell'istituto creditizio . Se hanno utilizzato esplosivo o altri accorgimenti bisognerà attendere  e vedere cosa gli investigatori andranno a comprovare. Un botto che ha anticipatamente interrotto il sonno di molti darzesi che solitamente miravano a protrarre il riposo quotidiano di almeno altre due o te ore. I ladri in rapida sequenza si sono introdotti nell'atrio mettendo mano al bancomat che rispetto ad altri non è sostenuto da muratura ma da colonnina in ferro. 
Quasi di sicuro se l'operazione dell'altra notte fosse avvenuta prima del fine settimana il bottino avrebbe potuto avere ben altre dimensioni. Solitamente tra sabato e domenica sono i giorni in cui "l'elemosinera" darzese riscontra il maggior numero di movimenti. Lo sportello, adiacente la statale 237 del Caffaro, non solo si presta a prelievi ma risulta abbastanza frequentato.
L'azione, comunque, è stata eseguita da gente che in circostanze come queste ci sa fare. Persone che al di là delle vetrate ci sono probabilmente transitati e ripassatimolte volte per accertarsi su come agire e andarsene . Durante quelle ricognizioni hanno trascurato poco o niente. Sta di fatto che non hanno badato ad acustica sonore o luminose ma hanno agito da professionisti. Al momento di intascare hanno dovuto salutare e andarsene senza nemmeno portarsi dietro un solo euro lasciando tracce e resti peraltro visibili sotto gli occhi di tutti lungo la vicina statale 237 del Caffaro. Per una quindicina di metri pezzi di plastica e guarnizioni sono a portata di mano e anche se posizionati al di la della strada. All'arrivo di carabinieri e vigili del fuoco le immagini che appaiono sono desolanti. L'ingresso da l'impressione di una vera e propria deflagrazione. Una volta dentro ancora peggio. Ora saranno le telecamere non solo della medesima banca a fornire eventuali indizi utili alle indagini. Una buona mano potrebbe arrivare da quella postazione dislocata in prossimità del confine tra Trentino e Lombardia da dove, con molta probabilità, sono arrivati e ripartiti gli " artisti ". Poi a nord altre zummate potrebbero essere state recepite prima a Pieve di Bono e poi a Breguzzo. Dentro quelle sequenze carabinieri e corpo di polizia locale del Chiese stanno mettendo gli occhi nel tentativo di spulciare sagome o mezzi di fuga che potrebbero rivelarsi azzeccate ai fini delle indagini. Anche se camuffati o con il volto coperto un identikit potrebbe pur sempre emergere. Ad affiancare la loro azione da Trento sono giunti altri colleghi che operano ad alto livello investigativo . "Determinante - dicono capitano e tenente della Compagnia carabinieri di Riva del Garda -.potrebbe rivelarsi le verifiche che stanno conducendo considerato che alle spalle vantano già parecchi riscontri positivi ".