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Percezione indebita di contributi pubblici, denunciati due coniugi marocchini che avrebbero percepito circa 8 mila euro

accertamenti uffico

Durante i controlli finalizzati alla verifica della correttezza della percezione di contributi pubblici, la Polizia Locale delle Giudicarie ha avuto modo di analizzare la posizione di una famiglia marocchina di 4 persone residente nelle Giudicarie Esteriori.

In particolare dalle indagini svolte è stato appurato che la famiglia dopo aver preso casa in affitto, peraltro pagando al proprietario le sole due mensilità iniziali, ed aver acquisito la residenza, se ne sia ritornata in Veneto, da dove proveniva, e dove è rimasto solo il capofamiglia, ospitato da parenti, che ha svolto saltuariamente la sua attività lavorativa per un'agenzia interinale veneziana.

La permanenza in Trentino è stato accertato sia durata pochi mesi, il minimo indispensabile per ottenere la residenza dal comune, ma soprattutto, in seguito a questo, ottenere il reddito di garanzia (divenuto poi assegno unico) erogato dalla PAT, che si sommava ad alcune indennità di disoccupazione erogate dall'INPS.

Gli accertamenti, svolti con il supporto della Tenenza della Guardia di Finanza di Tione per l'incrocio con i dati fiscali, si sono anche concentrati su uno dei figli in età scolare della famiglia, scoprendo come lo stesso non frequenti in Italia alcuna scuola.

I contributi, su cui si sono concentrate le indagini, sommando le erogazioni di PAT ed INPS, ammontano a circa 8 mila euro e non appena la Polizia Locale ha comunicato l'esito dell'indagine, la Provincia ha sospeso l'erogazione per la parte di propria competenza (circa 400 euro mensili).

Pertanto i coniugi marocchini E.M. 45 anni e Z.N. 43 anni sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Trento per i reati di percezione indebita di contributi pubblici e per non aver osservato l'obbligo scolastico per il figlio.