
Un terremoto nella Giudicarie Valsabbia Paganella: l'area Sud ribalta le preferenze dei candidati dell'Area Nord ed esclude dal cda il presidente in carica, Bruno Martinelli, in favore di Clara Martelli, outsider presentatasi nelle Giudicarie Esteriori.
Da tre anni al vertice della rurale dopo i lunghi anni di reggenza di Renato Beltrami, Martinelli aveva palesato la volontà di ripresentarsi alla presidenza ed era stato il più votato, seguito a una manciata di voti da Rino Rocca l'altro consigliere in uscita per le Giudicarie Esteriori, nell'assemblea territoriale dove i due avevano staccato gli altri candidati per lo stesso ambito Clara Martelli e Onorio Riccadonna. L'accorato appello di Martelli e Riccadonna, scesi fino a Darzo in cerca dei ben più numerosi voti dei soci dell'area sud, ha permesso alla trentunenne, già parte dei Gruppi Operativi Locali della rurale, di centrare l'elezione in un'assemblea partecipata: 515 soci con 20 deleghe erano ad Andalo, 969 soci più 48 deleghe a Darzo, divisi fisicamente ma uniti in videoconferenza come è consuetudine per una cassa rurale che si estende su un territorio che va da Mezzolombardo fino alla Valsabbia.
Mancando candidati alternativi, nell'ambito del Chiese il consigliere uscente Andrea Armanini e il vicepresidente Giuliano Beltrami sono stati automaticamente confermati, al pari dell'intero Collegio sindacale (il presidente Gian Lorenzo Richiedei, i sindaci effettivi Francesco Leali e Sergio Toscana e i supplenti Elisabetta Valzelli e Patrizio Donini) votato in blocco.
Lo spoglio per il consiglio di amministrazione è andato avanti fino a tarda notte, si sono perfino ricontati i voti a Darzo tanta la sorpresa per la mancata riconferma delle preferenze espresse nelle assemblee territoriali, evento mai accaduto prima d'ora.
A questo punto, saltato il presidente dell'area nord (Giudicarie Esteriori e Paganella Rotaliana), secondo lo statuto della banca che prevede l'alternanza ai vertici la presidenza passerà all'Area sud (Valle del Chiese, Bagolino e Valsabbia), mentre la vicepresidenza spetterà di conseguenza al Nord. Saranno i dodici componenti del consiglio di amministrazione a eleggere al proprio interno le massime cariche, nella riunione di lunedì prossimo.
Il clamore dell'inedita votazione è arrivato in chiusura di una lunga assemblea che come è accaduto per altre rurali, ha aggiunto alla parte ordinaria quella straordinaria per le modifiche allo statuto imposte da Bankitalia. Approvate quelle con un solo astenuto, i direttori Davide Donati e Guido Margonari, hanno snocciolato i numeri della cassa: l'utile netto 2011 è in diminuzione, soprattutto a causa dell'elevata maggiorazione delle imposte. L'utile lordo infatti è di 3,6 milioni di euro, in linea con l'anno precedente, ma sul bilancio 2011 hanno pesato imposte per un milione e 300mila euro che hanno portato l'utile netto a 2,352 milioni, mentre quello del 2010 raggiungeva quota 2,8 milioni. La raccolta complessiva aumenta dello 0,88% rispetto al 2010, attestandosi a 787 milioni e 452mila euro, mentre gli impieghi (i prestiti alla clientela) aumentano dello 0,75% per un ammontare di 684 milioni e 809mila euro. Una sintesi estrema dei dati della rurale che in tempi come questi soddisfa il direttore Margonari: " in questo periodo storico e se paragonato alle altre banche nazionali, questo è un risultato più che favorevole" ha detto in chiusura.
Accanto al bilancio economico quello sociale: nel 2011 la Cassa ha investito 700mila euro, 361mila dei quali nella mutualità tradizionale (a favore di oltre 400 associazioni), 90mila nelle attività formative e 71mila nella mutualità innovativa.