
Organizzato dall'associazione culturale Officina dei Sogni e da Impresa Solidale si è svolto l'altra sera un incontro fra chi si occupa di volontariato nelle Giudicarie, l'assessore provinciale Ugo Rossi e l'assessore della Comunità delle Giudicarie Luigi Olivieri. Scopo della serata discutere del ruolo del volontariato nell'ambito della pianificazione sociale in Giudicarie. A moderare l'incontro Pietro Amorth, presidente della neonata associazione Officina dei Sogni. "Sono convinta che il pubblico non possa e non riesca a dare risposta a tutte le emergenze sciali" ha esordito il sindaco di Stenico Monica Mattevi, a riconoscimento del ruolo fondamentale che ricopre il cosiddetto "volontariato privato", un leitmotif ripetuto più e più volte dalle autorità presenti. "Senza le associazioni che nei più svariati campi si occupano dei bisogni della persona – ha ribadito Ugo Rossi - il Trentino non riuscirebbe a mantenere gli standard qualitativi di vita che offre ai suoi cittadini". All'interno di un quadro che caratterizza la regione, le Giudicarie sono fra le comunità più virtuose; ha sottolineato Pietro Amorth: "il 10,1% della popolazione delle Giudicarie fa volontariato, un dato fra i più alti in regione". Anche i numeri, raccolti minuziosamente dal piano sociale di Comunità, concordano con questo quadro: " sono 287 le associazioni di volontariato giudicariesi – ha illustrato Luigi Olivieri - di queste 200 sono classificate di utilità sociale (sportive, artistiche,culturali...), 40 sono le associazioni di vigili del fuoco, 21 lavorano in ambito socio-assistenziale, 13 in quello sociale, 9 nell'impegno civile e 4 offrono educazione e formazione". Una buna rappresentativa di questi numerosi volontari era presente la scorsa sera a Ponte Arche, e gli interventi hanno sollevato problemi annosi e irrisolti, dalla mancanza di fondi alla difficoltà di fare rete fra le diverse realtà di volontariato della zona. Ma qualcosa di muove. Delle 26 azioni indicate nel piano sociale di Comunità, 5 si occupano di volontariato, mentre è in corso la trattativa per modificare i criteri di assegnazione dei finanziamenti al sociale: le Comunità vorrebbero superare il criterio della "spesa storica" che penalizza le periferie e porta un valligiano a godere di una spesa pro capite sul sociale che è un terzo rispetto a quella di cui godono i cittadini di Trento e Rovereto, pur in parte giustificata dai servizi che i due maggiori comuni offrono a tutti i cittadini trentini.