
C'è sconcerto e indignazione per quell'incendio, quasi sicuramente doloso che mercoledì sera, 5 agosto, ha in parte distrutto il tetto della "Sibilla Cumana": un palazzone multipiano in disuso, costruito negli anni 90 come hotel e mai terminato. Una struttura incompleta. Mai usata. Acquistata nel 2008 dalla Turinvest (famiglia Bleggi) per destinarlo alla valorizzazione dell'Azienda termale di Comano, per 2.300.000 euro, proprio in questi giorni, oggetto di un project financing, per il suo utilizzo da parte dell'Azienda Termale.
Le fiamme che si sono sviluppate nei piani alti dello stabile, in piena stagione e in concomitanza con la "16a Lucciolata", hanno scosso non solo la comunità e i turisti che per ore hanno osservato con il naso all'insù l'opera di spegnimento. Ma hanno fatto gridare all'inqualificabilità del gesto i primi cittadini di Stenico, S. Lorenzo-Dorsino, Fiavè, Bleggio Inferiore e Comano Terme: i rappresentanti della donazione Gian Battista Mattei. Quindi, i legittimi proprietari delle Terme. "Qualora fosse confermato di origine dolosa – dicono in un comunicato diramato dopo un summit nel palazzo termale – rappresenta un gesto deprecabile che non aiuta, né l'Azienda Termale, né l'ambito nel suo complesso".
"Anche se i danni subiti dallo stabile sono coperti da assicurazione – spiegano nella nota – l'aspetto che più crea inquietudine nella nostra comunità è che il gesto è sintomo di forte disagio e che sia accaduto in un momento in cui la proprietà è più che mai aperta al dialogo al fine di valorizzare al meglio le Terme di Comano". I sindaci nel ricordare il loro impegno diretto all'interno dell'Azienda termale ("non ci siamo fatti delegare da nessuno, ma abbiamo deciso di rappresentare in prima persona i nostri comuni") ricordano che da quando sono subentrati nella gestione termale tra gli obbiettivi principali c'è appunto il piano di sviluppo del Consorzio delle Terme (ACTC). Piano che ha già visto il completamento di opere molto importanti per lo sviluppo della zona, e che prevede, appunto, la riqualificazione dello Stabilimento termale e della "Sibilla Cumana" che rientra nel finanziamento di quei 24 milioni stanziati dalla Provincia, per un progetto di valorizzazione complessiva dell'intera area. L'incendio, che ha lasciato sbigottito tutta la comunità di Comano, è oggetto di interrogativi su chi e perché è stato appiccato.
Gli accertamenti sono ancora in corso. Vista la dinamica, però, è difficile che a provocarlo non ci sia stata volontarietà e – come sostengono molti censiti - determinazione. A stabilire esattamente quanto sia accaduto nel piano mansardato di quella mastodontica struttura considerata per anni uno degli "ecomostri" nostrani, saranno i periti. Stando al racconto di alcuni vigili urbani che sono saliti lassù con gli idranti e le asce per tagliare le fiamme e salvare una buona metà del tetto, sul pavimento dell'ultimo piano qualcuno ha frettolosamente accatastato delle assi e del legname da cui è partito il rogo. Come s'è detto poi l'edificio era completamente disabitato e mai dotato di energia elettrica. In più – secondo quanto hanno appurato i pompieri di Bleggio, Lomaso e Tione (più di 60 uomini) – le fiamme sono scaturite su due fronti distanti tra loro. Quindi, è difficile non ritenere che qualcuno non ci abbia messo del suo. L'interrogativo maggiore – dicono a Comano - rimane dunque il perché.