Io vi maledico: Concita de Gregorio alle terme di Comano presenta il suo ultimo libro all'interno della rassegna letteraria Trentino d'Autore

Concita-De-Gregorio trentino dAutoreDopo il successo del primo appuntamento che ha portato alle Terme di Comano l'alpinista Elio Orlandi, il salotto letterario del Trentino d'Autore ospita Concita De Gregorio, scrittrice e firma di Repubblica, con il libro Io mi maledico, edito da Einaudi Editore. Un libro di storie italiane in cui la giornalista si fa portavoce di chi non è ascoltato o non si sente rappresentato. Storie vere di un'Italia fragile, di un Paese disorientato.

Io vi maledico è un epitaffio che un operaio dell'Ilva di Taranto ha affisso sotto casa sua, maledicendo quel terribile equilibrio in cui è costretto a vivere, tra la mancanza di lavoro e la mancanza di salute. Più in generale "io vi maledico" è la voce arrabbiata dell'Italia di oggi: rabbia quotidiana per non riconoscersi in una collettività, per non avere lavoro, ma prima di tutto per non essere considerati da chi ci rappresenta.
Nel libro l'autrice parla della rabbia, un sentimento collettivo che fa parte della vita di ognuno di noi, capace di trasformare le nostre esistenze in storie senza futuro. La rabbia però, ci spiega Concita De Gregorio, ha le sue cause, le sue ragioni e le sue necessarie giustificazioni. In un Paese alla deriva come il nostro, la frustrazione e la rassegnazione nutrono il malessere e la disperazione. Quando poi la politica e le istituzioni dimostrano di non essere in ascolto e di volgere le spalle alle richieste di aiuto che da più parti si levano, allora la rabbia prende il sopravvento.
Le storie raccolte dalla giornalista in un viaggio lungo la penisola e raccontate in questo romanzo corale, si fanno reportage e denuncia sociale. L'autrice lascia che siano queste decine di voci, di donne e di uomini, a parlarci del Paese che non va: del Paese dove i precari rimangono precari, dove i lavoratori delle fabbriche o delle miniere si ammalano di lavoro, dove neppure l'impegno di una vita basta per conservare un posto e uno stipendio, falciati dalla logica della globalizzazione e dalla visione impersonale di amministratori delegati di aziende senz'anima. Dove l'operaio della Fiat perde la sua dignità da uomo, insieme al lavoro, dove l'imprenditore per l'usura bancaria di toglie il lavoro.
Anche nel racconto di queste storie drammatiche e piene di rabbia, l'autrice riesce a non perdere la sua voce delicata che fa dello scritto un romanzo commovente, una fotografia dell'Italia di oggi in cui i sogni sono diventati un lusso e la speranza una cattiva abitudine.
Concita De Gregorio con Io vi maledico ci regala un libro spiazzante, raccontato con onestà e semplicità, che lascia al pubblico di individui in ascolto un forte senso di appartenenza a un destino comune e di condivisione. Forse allora qualche speranza per la nostra rabbia c'è ancora.
Alla fine Io vi maledico diventa un accorato augurio: che in dieci anni la rabbia serva a ricostruire il paese, che la rabbia possa diventare forza motrice di grandi cambiamenti.

concita de Gregorioio vi maledico
Estratto dal libro:
"Mi dicono che dovrei andare in America a insegnare perché lì le competenze come le mie sarebbero considerate eccellenti, certo molto ben pagate, qui di una laureata in Filologia con specializzazione in Latino medievale non sappiamo che farcene. Ma io non ci posso credere, davvero non ci posso credere che stiamo facendo questo a noi stessi, alla nostra storia, a quello che siamo".