A Fiavè il nuovo polo museale giudicariese palafitticolo: "Sarà un museo dove ci si diverte"

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Giornata di festeggiamenti a Fiavè ieri pomeriggio dove si è tenuta la Giornata del Riconoscimento Unesco dei siti palafitticoli trentini, sancita dalla consegna della pergamena che riporta il riconoscimento di Patrimonio dell'Umanità alle palafitte di Ledro e Fiavè ai rispettivi sindaci, Achille Brigà e Nicoletta Aloisi.

Un plauso sincero va ai cittadini che hanno affollato la sala del caseificio come si confà alle grandi occasioni e hanno mostrato una pazienza fuori dal comune per reggere, composti e silenziosi, le tre lunghissime ore di saluti, ringraziamenti, complimenti e spiegazioni tecniche per addetti ai lavori che sarebbero state meglio ospitate in un incontro separato. In mezzo a questo fiume di parole l'assessore provinciale alla cultura, rapporti europei e cooperazione Franco Panizza ha annunciato l'apertura del Museo di Fiavè con annesso parco palafitticolo per il prossimo 15 aprile.

L'inaugurazione, che sull'onda dell'entusiasmo per il riconoscimento internazionale era inizialmente prevista per questo mese, è stata rimandata alla primavera del 2012 dopo che si è valutata poco strategica un'apertura in pieno inverno. Il progetto del nuovo polo museale giudicariese è stato realizzato dall'architetto Franco Didonè che lo ha illustrato alla popolazione proprio ieri pomeriggio.

L'area museale, che sarà gestita dalla Provincia, sorgerà a circa trecento metri dall'abitato e sarà composta da una struttura chiusa di due piani circondata da un parco di 4000 metri quadri per meglio inserire il complesso nel paese. Proprio nel parco un'imponente composizione di pali, a riprendere la suggestione delle palafitte, annuncerà la presenza del museo. Il piano terra dell'edifico ospiterà le sale per la didattica, mentre il primo piano sarà quello a carattere più prettamente scientifico: due sale saranno riservate al servizio di conservazione naturalistica della PAT, mentre le altre saranno votate a valorizzare gli scavi che hanno riportato alla luce i resti preistorici.

Predominano i supporti multimediali con una serie di monitor che presenteranno nei dettagli le campagne di scavi archeologici che si sono susseguite negli anni, mentre un'altra stanza conterrà un grande plastico, di sette metri di lunghezza per tre di larghezza, che riprodurrà per intero il sito palafitticolo di Fiavè. Anche gli oltre 300 reperti lignei trovati a Fiavè, che rappresentano una collezione unica nel mondo per varietà e ricchezza, troveranno posto in una delle sale al secondo piano.

E' dal 1999 che una valorizzazione embrionale dei siti palafitticoli di Fiavè viene portata avanti dall'Apt locale, è quindi comprensibile che dopo la limitatezza dei mezzi a disposizione fino a oggi le aspettative per il Museo di Fiavè siano tante.

Nell'attesa di aprire le porte della nuova struttura i numeri presentati da Michele Lanzinger, direttore del Museo Tridentino di Scienze Naturali di cui fa parte come sezione staccata anche Ledro, sono invitanti: 35.000 i visitatori e 60.000 i ragazzi coinvolti dai vicini ledrensi da un'offerta didattica che da sempre è il fiore all'occhiello del museo scientifico nostrano. Anche Fiavè punta ad un museo che sia vissuto dai suoi cittadini, dai ragazzi delle scuole così come dai turisti. L'architetto Didonè promette: "Sarà un museo dove ci si diverte".