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Statuti delle "Communitas" giudicariesi

Vorremmo lanciare un "allarme" soprattutto ai giovani sballottati da una informazione storico/politica oggi troppo abituata a considerare il Trentino unicamente o alla luce del secolo della dominazione austroungarica od a quella del secolo successivo di annessione prima al Regno d'Italia ed oggi alla Repubblica italiana. Il Trentino ed i Trentini, invece, hanno la loro essenza culturale e sociale nei troppo presto dimenticati (e forse volutamente mantenuti nascosti) "Statuti medioevali" - scritti durante otto secoli, ossia dal 1027 al 1803 del Principato vescovile di Trento - dai quali traspare chiaramente le potenzialità di autogoverno e di salvaguardia del proprio territorio e della propria autonomia di ogni singolo villaggio oggi ancora evidenti nei "comuni catastali" (che in Giudicarie sono e restano 91).

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A Baldino il 27 luglio 1642 un "Instrumentum procuratorum Honorandae Comunitatis Maximeni Rendenae"

Il notaio Paride Bertelli di Caderzone redige un "Instrumentum procuratorum Honorandae Comunitatis Maximeni Rendenae" (documento di incarico dei procuratori dell'onorevole comunità di Massimeno di Rendena), davanti ai "vicini" della comunità di Massimeno riuniti a Regola generale: 12 capifamiglia in tutto, dove figurano i cognomi Poli, Beltrami, Collini, Cozzini, Frizzi detto il Papa. Costoro nominano loro procuratori Paolo dei Poli e Giacomo dei Cozzini a rappresentarli nella "vertenza e lite" che essi vicini avevano con i massari e il curato della chiesa di Santa Lucia di Giustino.

Sulla questione ci illumina don Marco Alberti nei suoi "Cenni storici della Curazia di S. Lucia di Giustino".

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Una figura importante era quella del saltaro...

in: Fabio Giacomoni a cura di, Carte di Regola e Statuti delle Comunità Rurali trentine. Edizioni Universitarie Jaca, Milano, 1991. Vol. I, pag. XX.

«Una figura importante nell'organizzazione del villaggio era quella del saltaro (ma potevano essere anche più d'uno), come custode dei boschi e dei campi, eletto ogni anno dalla Regola. Era una guardia comunale con compiti essenzialmente esecutivi e pratici, spesso svolti a contatto con la gente.

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Le cariche comunali e le figure sociali all'interno della Comunità

in: Fabio Giacomoni a cura di, Carte di Regola e Statuti delle Comunità Rurali trentine. Edizioni Universitarie Jaca, Milano, 1991. Vol. I, pag. XX.

«Le cariche comunali e le figure sociali all'interno della Comunità potevano essere diverse di valle in valle a seconda dell'importanza del luogo. Però tutte queste cariche duravano un sol anno ed avevano il carattere della obbligatorietà. Se ne deduce che le cariche pubbliche e gli uffici comunali dovevano rappresentare più un onere che un onore per coloro che li ricoprivano; erano considerati un peso a cui si doveva obbligatoriamente sottostare, più che un privilegio.

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A Baldino il 24 aprile del 1473 viene redatto un atto di compravendita...

Piana di_Caderzone

A Baldino il 24 aprile del 1473 viene redatto un atto di compravendita....

La presenza a Baldino di una “succursale” dell'Ospizio di Santa Maria di Campiglio dava importanza alla località, tanto da venire scelto spesso dai notai per redigere i loro atti. Così è capitato per la seguente compravendita, stesa nell'anno 1473.

Vi si legge che il “24 aprilis in villa Baldimi. Bartholomeus ed Zulfredus fratres filii quondam Petri Coçini de Massimeno vendiderunt Nicolao de Festis, tanquam fratri converso et procuratori monasterij dei Campejo pro se et suis fratribus, unam petiam terrae prativae cum domo teziva et duobus stalis et tablato in pertinetiis Caderzoni, praetio 660 librarum denariorum parvulorum tridentinorum.” Il documento porta lo stemma e la firma del notaio “Petrus ser Andrea olim Petri de Albertis de Bozenago” e una precisazione in calce dove si legge “cum duabus stalis seu guilis subtus et cum tablatus sursus; in loco ubi dicitur Mades”.

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