
ZUCLO-BOLBENO. Si sono tenuti, la settimana scorsa a Zuclo e a Bolbeno gli incontri informativi rivolti alla popolazione, sulla fusione dei due Comuni. Al tavolo di presidenza sedevano, in entrambi i casi i due sindaci, Paolo Artini e Diego Chiodega, il consigliere provinciale Mario Tonina e il segretario comunale Michele Carboni. In sala, sia a Zuclo che a Bolbeno, una ottantina di persone, fra le quali va segnalata la presenza di diversi giovani. Le riunioni, sono durate quasi tre ore, frutto dell'introduzione dei due sindaci, dell'intervento di Tonina, della presentazione tecnica del segretario Carboni, dello scambio di opinioni e della richiesta di ulteriori informazioni formulate dal pubblico.
I sindaci, Paolo Artini a Zuclo e Diego Chiodega a Bolbeno, hanno espresso concetti pressoché collimanti: la crisi economica perdurante, la diminuzione progressiva di risorse comunali che si è manifestata negli ultimi anni, la pressione dello Stato sul bilancio della Provincia e la conseguente necessità della Provincia di diminuire le spese, specie quelle correnti. Hanno indicato le vie d'uscita imposte dalla Provincia di Trento: le gestioni associate o le fusioni fra comuni. Si sono schierate apertamente per la seconda soluzione, esprimendo nello stesso tempo il desiderio che la popolazione non subisse ma decidesse con convinzione. Mario Tonina ha ribadito alcuni concetti ricordando, fra l'altro, che i comuni che non si fondono, con la fine del 2015 saranno obbligati ad aderire alle gestioni associate.
Originale, chiara ed esauriente è stata la relazione in power point tenuta dal segretario Michele Carboni. Ne riportiamo alcuni stralci. Con la gestione associata rimangono tutti i comuni coinvolti, ma i servizi sono erogati in modo centralizzato; gli ambiti per la gestione associata vengono individuati dalla Provincia entro la fine del 2015, e fra l'altro, prevedono una popolazione di almeno 5.000 abitanti. Il personale transita presso il Comune capo convenzione, normalmente quello di dimensioni maggiori. La fusione è l'unione fra due o più comuni (due comuni con popolazione inferiore ai 2.000 abitanti, fino al 10 marzo 2015). La procedura di fusione consiste nella presentazione alla giunta provinciale (entro il 10 marzo) da parte dei consigli comunali, della domanda di indizione di referendum, corredata dalla sottoscrizione di almeno il 15% degli elettori dei rispettivi comuni. In questo caso l'elezione del sindaco e del consiglio non si effettua nel maggio 2015.
I vantaggi derivanti da una possibile fusione derivano dalla possibilità di eliminare alcune tipologie di spesa (indennità di carica, rimborsi spese, spese commissione edilizia, commissione elettorale, ecc.) dalla riorganizzazione del personale con miglioramento dei servizi per i cittadini, dalla possibilità di sciogliere o ridefinire le convenzioni in essere con altri comuni non facenti parte della fusione.
Il voto referendario potrebbe tenersi a luglio 2015. Perché il referendum sia valido, è necessario che voti almeno il 40% degli elettori e che il Si ottenga la maggioranza più uno dei voti validi. Se il referendum non viene superato, anche in un solo comune, rimangono in vita i comuni attuali, che andranno alle urne nel mese di novembre 2015. (f.s.)
ZUCLO-BOLBENO
I due comuni sono demograficamente simili (350 abitanti Zuclo, 352 Bolbeno; 330 elettori Zuclo, 296 Bolbeno). Sono fra i comuni che, nella loro classe demografica, hanno la minore spesa corrente per abitante, mantenutasi pressoché costante dal 2011 al 2013. Nello stesso periodo, come dimostra il grafico presentato dal segretario Carboni, sono diminuiti costantemente le entrate da contributi della Provincia e cresciute conseguentemente le entrate tributarie.
Da una stima prudenziale, complessivamente le due amministrazioni hanno stimato una minore spesa annua pari a 80.000 euro (circa il 10% della somma delle spese correnti).
E veniamo all'erogazione dei contributi da parte della Regione, in caso di fusione. I contributi sono calcolati applicando una percentuale ad alcune spese correnti del nuovo Ente. Per effettuare una stima prudenziale sono stati sommati i dati dei consuntivi 2013. E' stato calcolato un contributo di 1.623.000 euro, in parte corrente (erogato in 20 annualità), un contributo di 270mila euro per gli investimenti (erogato in 10 annualità) ed un contributo straordinario di 134mila euro, per un totale di 2.028.212 euro. Complessivamente, il nuovo comune potrà disporre, tra minori spese e maggiori entrate correnti (rispetto agli attuali due comuni esistenti) di una maggiore somma annua pari a 161mila euro. Inoltre il nuovo comune potrà disporre complessivamente di una maggiore somma di 404mila euro da destinare solo agli investimenti (f.s.)