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Tione, nuovo pronto soccorso, stessa (in)efficienza di sistema di prima. La lettera di un giudicariese

ticket 

Qualche tempo fa passeggiando tra i boschi ho avuto un infortunio al ginocchio. Ho avvertito un "crac" poco rassicurante nella parte interna del ginocchio e da allora dolore e ingrossamento.
Mi sono recata al pronto soccorso di Tione per accertamenti. Arrivo all'accettazione e mi assegnano un codice verde. Aspetto il dovuto (o forse più), mi fanno la radiografia al ginocchio, ritorno nella zona pronto soccorso, aspetto il dovuto, e mi fanno entrare. «Distorsione al ginocchio sinistro, 7 giorni di riposo» e viene prescritta visita ortopedica dopo tre giorni. Il tutto chiedendo un ticket di 50 euro.

Ma per traumi il pronto soccorso non è il posto dove andare gratuitamente? «No- ci viene spiegato - per non pagare avremmo dovuto recarci dal nostro medico di base che ci avrebbe indirizzato poi al pronto soccorso. Nel qual caso non avremmo pagato alcun ticket...».

Io capisco che al pronto soccorso vada anche gente che non dovrebbe andarci, e che quindi si cerchi di invitare le persone a non farne un uso smodato, ma se ho un trauma ad un ginocchio, dove devo andare? dal mio medico di base che non ha alcuna competenza ortopedica?

Passano tre giorni e ci si reca all'ospedale, si passa dal pronto soccorso, si va a fare la visita ortopedica. «Distorsione al ginocchio sinistro con sospetta rottura del menisco mediale. Si consiglia risonanza magnetica». Ci si mette in coda al pronto soccorso per essere spediti a casa. 3 ore di attesa per il foglio di via dove sono prescritti 15 giorni di riposo. E l'impegnativa per la risonanza? Quella «puoi andare - comodamente - a fartela dal tuo medico di base». L'invito dei sanitari.

Ma è possibile che un'ortopedico ti scriva sul responso «si consiglia» e non «si prescrive» risonanza magnetica.
Questa leggera differenza implica la conseguenza che io debba recarmi dal mio medico di famiglia.
Quindi armata di pazienza, scomodando un'altra persona che mi accompagna, perché visto l'infortunio sono impossibilitata alla guida, mi reco dal "mio" dottore che deve perdere tempo per prescrivere una risonanza di cui non sa nulla e che di fatto aveva consigliato l'ortopedico che aveva eseguito la visita ma che non ha voluto formalmente prescrivere.

Ma a che gioco giochiamo?. 

Vado dal medico di famiglia che si "arrabbia" perché l'ortopedico non ha prescritto la risonanza, e poi mi prescrive la risonanza. Dopo dieci giorni vado a Trento a fare la risonanza. «Il responso della risonanza sarà disponibile online tra una settimana». Dopo una settimana stampo il responso che dice lesione del menisco mediale.

Vado al centro di Aggregazione funzionale territoriale di Pinzolo perché è venerdì e il mio medico di famiglia non riceve. Al centro di aggregazione mi dicono che c'è molta gente e che quindi conviene che io prenda un appuntamento con il mio medico.  Prendo un'appuntamento con il medico di famiglia per lunedì. Il mio medico mi invita a richiedere una visita privata per accelerare i tempi. «210 euro per farsi leggere il responso della risonanza e farsi visitare dal dott. Romano, e la visita la si ha in pochi giorni...», altrimenti si può pagare il ticket e la visita non si sa con chi ti capita e quando te la danno. Decido di affidarmi alla sorte e di richiedere la visita con impegnativa. Dopo una settimana me la danno a Rovereto...  Finalmente dopo 50 giorni so che ho una lesione al menisco mediale, e che quando voglio posso decidere di mettermi in lista di attesa...


Finché l'efficienza della Sanità Trentina sarà questa, abbiamo ben voglia a sbandierare che l'università di Pisa ci promuove a pieni voti o che siamo i migliori... Forse sarebbe opportuno impegnare il tempo a fare meno conferenze stampa autocelebrative e cercare di rendere più efficiente il sistema senza far girare come un trottole ed inutilmente i cittadini che in questo caso sono anche pazienti.
Ma che potrebbero diventare "impazienti".

Lettera firmata

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