
Sulle nuove restrizioni annunciate per l'ospedale di Tione, la più reattiva è ancora la vecchia guardia. L'assessore uscente della Comunità Luigi Olivieri è il primo a partire lancia in resta contro i provvedimenti anticipati dal direttore della struttura, dott. Vincenzo Cutrupi. "Credono di poter approfittare del vuoto di potere causato dal cambio di guardia – dice – ma si sbagliano di grosso. Non possiamo accettare che, sull'esigenza del risparmio, si riduca ai minimi termini servizi sul territorio che andrebbero potenziati".
"Quello che stanno facendo – rincara il combattivo braccio destro della presidente Ballardini, autore di aspre battaglie in difesa del nosocomio tionese – è l'esatto contrario di quanto ci avevano promesso. Per questo, non possiamo che deprecare i provvedimenti che hanno in animo di applicare dal 1° di luglio. Perciò, per domani sera (mercoledì 18 giugno) abbiamo convocato un Comitato della salute urgente". L'invito è esteso all'assessora alla sanità Borgonovo, al direttore Flor e al dott. Cutrupi". Ciò che la giunta ancora in carica - che porta appuntato al petto quelle 23 mila firme raccolte pro ospedale, con una mobilitazione mai registrata finora - vuole evitare è che il presidio ospedaliero giudicariese, su cui gravitano i bacini turistici della zona, sia ridotto al lumicino.
"La strategia – sostiene Olivieri - è chiara: per ridurre i costi, si chiudono i reparti nelle ore notturne e nei week-end. E si trasferiscono i pazienti in nelle strutture più lontane, come quella di Rovereto".
Che, secondo l'esecutivo della Comunità, aumenta i disagi e riduce ai minimi termini il funzionamento del polo ospedaliero, per cui negli ultimi 8 anni, in ristrutturazioni, sono stati spesi quasi 20 milioni di euro. "No. La giunta uscente proprio non ci sta". Il vecchio esecutivo non è disposto ad accettare questo progressivo impoverimento e annuncia una mobilitazione a tutto campo. "Se necessario – dice l'ex deputato Ds – occuperemo il presidio a oltranza. Senza lasciarci intimorire da nessuno".
Per la cronaca, il braccio di ferro sull'ospedale di Tione tra potere centrale e periferia non è argomento di oggi. Per tutto il quinquennio, la Comunità di Valle, spalleggiata dai comuni, si è fatta interprete delle esigenze della popolazione locale per mantenere sul territorio i servizi sanitari essenziali. Ci si attendeva da un momento all'altro la chiusura del reparto di maternità, di cui l'assessorato provinciale alla sanità aveva palesato più volte il pollice verso, per il numero esiguo dei parti e l'insostenibilità di un'unità lontana mille miglia dagli standard nazionali. Da luglio, invece, è stata annunciata una rivoluzione che ha messo in subbuglio tutti i piani del nosocomio. In particolare il pronto soccorso e gli addetti del servizio autoambulanze. Dall'inizio del mese prossimo il reparto di chirurgia chiude alle otto di sera e nei fine settimana. Proprio in concomitanza con l'avvio della stagione turistica. L'intenzione è, dopo le prime cure, di trasferire i pazienti bisognosi di sala operatoria presso altre unità. Per alcuni reparti come la prima accoglienza dove le code chilometriche sono all'ordine del giorno e, anche nelle giornate di punta, opera un'equipe con un solo medico, si teme il caos. Per l'ospedale, e di conseguenza anche per la maternità dove senza sala operatoria i parti non naturali sono a rischio, si inaugura il "mezzo servizio". Il timore è che sia il prologo di potature maggiori. Per questo, la Comunità è determinata a salire ancora sulle barricate.