Tione, le minoranze sul caso Lidl: Ci hanno scippato la possibilità di entrare nel merito della vicenda per evitare una possibile crisi di giunta

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Lidl a Tione. L'opinione delle minoranze. Michele Oss, Emanuela Giacomuzzi, Adriano Maraner e Massimo Pellegrini sono quasi ex consiglieri comunali di Tione. Alle prossime elezioni non ricandideranno più. Ma, vogliono di dire la loro sulla vicenda Lidl, il progettato supermercato sull'unica area a destinazione alberghiera di Tione che l'attuale maggioranza è intenzionata ad alienare a favore di un nuovo insediamento commerciale, il quarto supermercato che approderebbe in un paese. In occasione dell'ultimo consiglio comunale si sono visti "scippare" la possibilità di entrare nel merito della vicenda. Per questo adombrano dubbi che il "congelamento" del progetto sia stata una manovra architettata dalla maggioranza. Addirittura, per evitare una possibile crisi di giunta, e vogliono comunque esprimersi su quell'operazione che giudicano inopportuna per il paese e pregiudizievole per i rapporti con i paesi vicini.

"Durante l'ultimo consiglio comunale – scrivono al sindaco Gottardi - a sorpresa, è stato stralciato il punto all'ordine del giorno, relativo al Piano di Lottizzazione dell'area dell'Ex Park Hotel. Una mossa inattesa. Giustificato, da esplicita richiesta pervenuta dalla società Cala del Sogno Srl". "Sulla base della documentazione fornitaci, e sulle indiscrezioni che in questi giorni si rincorrono in paese – scrivono i 4 consiglieri - siamo convinti che quanto asserito in consiglio sia una "balla" inventata per togliere all'amministrazione le castagne dal fuoco di una crisi di giunta innescata appunto da divergenze interne per l'approvazione di quel progetto. Un'azione scorretta: lesiva delle nostre prerogative di consiglieri, impossibilitati a esprimersi su un'operazione che inciderà fortemente sul futuro della borgata, con una cementificazione che non ha uguali nella storia di Tione".

Fin qui la premessa. Che prelude gli interrogativi sul trasferimento del supermercato nell'unica area a destinazione alberghiera rimasta. Ed ecco in sintesi i chiarimenti che gli esponenti di minoranza vogliono dal sindaco prima delle elezioni. "A che scopo brutalizzare il paese con una colata di 14.000 mila metri cubi di cemento armato, quando attualmente la Lidl è a soli 2,5 chilometri di distanza da Tione, in un centro commerciale attrezzato di moderna concezione, con grandi aree di parcheggio, fuori dal centro abitato, capace quindi di evitare traffico e smog nel bel mezzo del capoluogo giudicariese? Perché non cominciare a ragionare in termini di programmazione di "Busa" anche in vista di possibili fusioni con i comuni del circondario? Perché "scippare" a Zurlo l'anima del suo centro commerciale, destinato a morire senza la Lidl, quando a Tione ci sono già 3 supermercati?" L'accusa che i quattro consiglieri uscenti muovono all'amministrazione è di voler "svendere" una parte importante del territorio, in cambio di un tratto di illuminazione pubblica che i privati offrirebbero in cambio del cambio di destinazione d'uso dell'area.

"Già con il trasferimento della Despar (altro cambio di destinazione d'uso a favore di privati che ha desertificato il centro storico di Tione) – rammentano gli oppositori - l'amministrazione si è accontentata del classico piatto di lenticchie, per favorire un'operazione di dubbia utilità per l'Ente Pubblico. Operazione che ora si prospetta con la Lidl, con lo stesso schema". In cambio il comune otterrebbe un tratto di illuminazione pubblica realizzata a spese dei proprietari dell'area. "Ma, bastano quattro lampioni promessi dai privati che si accingono a fare una speculazione da 8 o 9 milioni, per giustificare una cementificazione che occupa ogni millimetro quadrato di quello che un tempo era uno dei parchi più belli del paese? Quale strategia sottende un'operazione di questo tipo? E poi, perché il progetto Lidl depositato occupa una superficie di 1.735 metri quadri, quando la licenza commerciale a disposizione è di soli 800 metri?