
Uno stranissimo e del tutto impensabile connubio fra il mangiare, il bere ed il vestire da una parte insieme al gusto del bello in "alimen-ARTI": una mostra di pitture e sculture allestita negli ampi e spaziosi atrii del Supermercato della Famiglia Cooperativa Giudicarie di Tione ed inaugurata venerdì pomeriggio alla presenza di un pubblico eterogeneo ed incuriosito dall'inattesa ed insolita proposta culturale.
Erano visibili - e lo saranno per tutto il mese di aprile - le opere di cinque artisti di Preore, ossia di appassionati locali, giudicariesi doc, i quali hanno voluto rendere più vivace ed appagante, la loro quotidianità dedicandosi, quasi per hobby, alla pittura ed alla scultura, riuscendo, nel contempo, a raggiungere un elevato grado di espressività artistica con risultati oggettivi che non hanno nulla da invidiare alla già ricchissima e lunghissima catena artistica trentina e nazionale.
Questi i nomi, le doti e le opere degli espositori. Camilla Leonardi, giovanissima ed ancora fra i meandri degli studi all'Accademia di Belle Arti a Venezia, che ha esposto pitture che si immedesimano delle potenzialità estetiche insite nella natura. Stefania Riccadonna, oramai affermata anche a livello nazionale, con i suoi acquarelli in cui sa trasfondere la vivacità del proprio istinto spinto a carpire fino le più intime luci ed ombre che sa intuire in tutto ciò che la circonda. Romedio Leonardo invece è presente con le sue sculture in legno: quel legno che egli assapora e accarezza come una creatura viva e palpabile per imprimergli forme femminili e di animali con tutta l'essenzialità che hanno nella vitalità esistenziale. Sisto Cazzolli, invece, si è reso visibile con l'estro della sua fantasia e della sua vivacità di pensiero e di visione della vita e della natura, manovrando strumenti di ogni genere e più strani pur di dare forme, magari le più strane, a ciò che contraddistingue i materiali e le cose che riempiono il nostro vivere quotidiano. Infine Giovanni "Ciore" Leonardi, insegnante alla ormai famosa scuola di scultura di Praso, che ha presentato il "bosco" nella sua stupenda identità di bellezza senza confini, proprio come lo sa vedere, vivere e scolpire chi il bosco lo sente nel cuore.

Cinque persone come noi, cinque concittadini che affrontano la monotonia della semplice vita di ogni nostro giorno, che sembrano tutti eguali, ma che loro sanno rendere "diversi" attraverso la ricerca del "bello": l'elemento chiave maggiormente essenziale della vita, che solo gli artisti sanno vederlo e carpirlo per farlo vedere e godere anche a coloro che non trovano tempo e modo da immergersi in quegli spazi immensi che esistono oltre la materialità del mangiare, del, bere e del vestire. Questa l'essenza della iniziativa che si è voluto instaurare proprio là dove la materialità quotidiana è maggiormente visibile: ossia là dove si vende il cibo, la bibita, il vestito, ossia oggetti che ti portano proprio a vedere le cose terra terra, nella loro dinamica esistenziale e strettamente economica. Ma proprio lì, sulla porta di un tale edificio, ecco presentarsi un attimo di cielo, uno spazioso orizzonte attorno, che ha un valore aggiunto e che può dare l'occasione ad una gioia in più, e soprattutto una serenità interiore da portare con sé, venendo a comprendere che un pezzo di formaggio, od un bicchiere di vino, od una maglietta non ti sanno e non ti possono dare. Un tocco benefico d'arte proprio là dove meno te lo aspetti: una novità assoluta che certamente avrà i suoi benefici effetti nell'animo dei tanti, augurabili, visitatori.