L'Azienda elettrica di Tione dovrà tarare i suoi programmi puntando espressamente sulla produzione. L'indirizzo, arriva dall'amministrazione comunale che, nell'ottobre scorso – fatto inedito nella centenaria storia del sodalizio - ne ha congelato il bilancio.
"Normale slittamento dei tempi, in attesa di chiarimenti interni", sdrammatizzano il sindaco Gottardi e vicesindaco Antolini. Ma, chi ha vissuto da vicino la vicenda, sa che tra controllore e controllata, non sono mancate giornate di frizione. Motivo? Il diverso modo di intendere le strategie aziendali. Finora, a esclusivo appannaggio dell'ASM: una municipalizzata di produzione e distribuzione energia (acqua e gas metano compresi), che ha sempre generato liquidità per le casse del Comune. Adesso, però, il futuro è pieno di incognite. Dicono in Municipio. Quindi, anche l'Azienda elettrica dovrà intraprendere politiche molto attente. A partire dagli investimenti. Che, secondo i "consigli per gli acquisto" degli amministratori, dovranno privilegiare la produttività. Tralasciando momentaneamente gli impieghi non essenziali. In una parola, muoversi con i piedi di piombo. Compreso la sfera delle nuove assunzioni, di cui per ora non se ne ravvisa l'opportunità. Il domani è incerto. Quindi, è preferibile non appesantire l'organico di 14 dipendenti con nuovi reclutamenti a tempo indeterminato.
"Ci vuole una politica attenta", dice il sindaco Gottardi. "La stessa adottata oggi in Municipio. Dove, a forza di assunzioni a volte poco ponderate, pesa un organico di 50 dipendenti". "Tra poco, va in pensione uno degli addetti al protocollo – spiega il vicesindaco Eugenio Antolini – ma di assunzioni non se ne parla. Si sopperirà con la rotazione interna. Tanto più che il mercato dell'energia è particolarmente volubile. E, la Provincia potrebbe imporre da un momento all'altro un soggetto unico". Tutto questo per dire che le incognite sul futuro impongono di cambiare verso, rispetto al passato. Lo stesso cambiamento che ora viene suggerito ai vertici dell'ASM. Gli investimenti non prioritari, questo è il ritornello del Comune, vanno congelati. Al contrario, bisogna andare avanti tutta con il progetto della centrale di cogenerazione di Pispont. Un'iniziativa che prevede un investimento per quasi 10 milioni, e il teleriscaldamento in tutti gli edifici pubblici del paese. Un progetto ambizioso. Che sta particolarmente a cuore all'amministrazione che vede in quel generatore a biomassa, alimentato da 2.200 tonnellate di ramaglie e residui della lavorazione del legno, un ottimo veicolo per nuovi posti di lavoro. Inclusa la nascita di inedite figure professionali, per rifornire la filiera dell'esbosco. Tornando ai "suggerimenti" all'ASM, secondo la Giunta, è invece assolutamente da rinviare la realizzazione della cabina di trasformazione programmata con Terna. Costo quasi 5 milioni. La cui costruzione non è urgente. Il 24 marzo, il bilancio dell'Azienda approderà in consiglio comunale. Sarà la prova del nove: la cartina di tornasole per capire fino a che punto i rapporti con l'amministrazione si sono normalizzati. Alcune anticipazioni del presidente dell'ASM Roberto Tonezzer palesano un bilancio in ottima salute. Per cui sarebbero fuori luogo gli assilli dell'esecutivo. "Abbiamo un avanzo di amministrazione, il così detto cash flou – dice – di 1.000.000. Un mol, margine operativo lordo, di 1.500.000. Di cui più di 200 mila euro sono destinati al Comune e 300 mila agli ammortamenti. L'azienda è sana. Non vedo il motivo di crucci e timori da parte della Giunta".