Tione, salviamo il Parco Le ville. Richiesto l'intervento del difensore civico

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"Lasciatelo stare così com'è. Non ha bisogno di interventi". Per il Parco Le Ville di Tione si gioca anche la carta Difensore Civico. Non starà a cuore all'amministrazione, tanto che ne ha programmato lo "sfoltimento" di alcuni degli alberi più rappresentativi. Ma, per alcuni cittadini, il verde incastonato nel cuore dell'abitato, è un una ricchezza da difendere con le unghie e con i denti. Tanto che, una cittadina anche a nome di altri censiti ha sottoscritto una petizione che chiama in causa anche il Difensore Civico di Trento. Lei si chiama Nicoletta Negri. In una lettera inviata nel palazzo della Regione, in via Gazzoletti 2, esprime grandissima preoccupazioni per le scelte urbanistiche del comune di Tione, intenzionato – come già scritto e rilevato in più sedi – a ridurre considerevolmente quel polmone di verde che si affaccia lungo il viale principale. La lettera è molto garbata. Oltre al Comune, è stata indirizzata anche al Difensore civico. " Negli ultimi tre anni – vi si legge – abbiamo già assistito all'abbattimento di due faggi, veri monumenti di valore storico e culturale che svettavano su Parco Saletti. Essendo convinti che le piante monumentali - come afferma la Legge 10/2013, costituiscano un valore non solo ambientale, ma anche culturale, quali segni di identità di un luogo e della gente che in esso vive - riteniamo di dover evidenziare le criticità della progettata trasformazione dell'altro Parco di Tione: quello che si affaccia su Piazza Cesare Battisti e il Viale Dante". E' pur vero – prosegue la lettera - che Tione ha la fortuna di essere circondato da boschi e prati. Ma anche le oasi di verde al suo interno sono irrinunciabili per il benessere di chi ci vive. Avendo l'opportunità di possedere un parco simile, dove è felicemente inserito il monumento ai caduti, e giochi d'acqua dei laghetti convivono con essenze arboree di valore quali ippocastani, faggi, betulle, aceri, tigli platani e persino tre rarissimi ginkgo biloba, riteniamo opportuno che si riconsiderino le conseguenze della progettazione urbanistica prevista". La richiesta è chiara. Nicoletta Negri, assieme ad alcuni cittadini, è preoccupata delle sorti di quell'area inserita nel centro storico. E chiede un ripensamento, per un cambiamento che si prospetta irreversibile. "Nel 2012 – si legge nella petizione, non è stata accettata dal Consiglio comunale l'idea delle minoranze di sottoporre i progetti a una consultazione popolare". L'auspicio è che si possa rivedere quella posizione. E, se non lo farà l'amministrazione, i sottoscrittori si auspicano che lo possa fare "d'ufficio" il Difensore Civico. A cui questa volta spetterebbe di dirimere una "causa" tra un'amministrazione sorda a qualsiasi richiamo alla sensibilità ambientale e alcuni cittadini. Desiderosi di mantenere il Parco di Tione, così com'è: scevro da cementificazioni e manomissioni che ne stravolgerebbero la fisionomia.