BREGUZZO. Nel corso del 2014, dopo lunghi anni di attesa, verrà restaurata l'ex chiesa antica di Sant'Andrea in Breguzzo. L'edificio si situa a lato della strada statale del Caffaro, al margine est dell'abitato, nei pressi del cimitero. Proprietà del Comune di Breguzzo, attualmente è utilizzato come deposito e magazzino comunale.
L'edificio presenta un avanzato stato di abbandono, sia per quanto riguarda l'esterno: evidenti fessurazioni, degrado degli intonaci, interventi di riparazione e manutenzione inadeguati per modalità e materiali usati; sia per quanto riguarda l'interno che presenta problemi di umidità, fessurazioni, problemi di coesione e adesione degli stucchi e degli intonaci.
Obiettivo del restauro è quello di recuperare l'edificio alle esigenze del Comune di Breguzzo, restituendolo agli abitati del paese come luogo per manifestazioni culturali, per mostre ed esposizioni, per la lettura e la musica, per incontri e spettacoli.
Già nel 1981, quindi più di trent'anni fa, per conto dell'Amministrazione comunale, era stato elaborato un progetto di recupero dell'antica chiesa, con destinazione sala pubblica multiuso. L'Amministrazione si era poi ripetutamente impegnata alla ricerca delle necessarie risorse finanziarie, senza, per altro, riuscire a perseguirne l'obiettivo. Per salvaguardare il patrimonio architettonico dall'ulteriore degrado, sempre negli anni ottanta, l'Amministrazione aveva effettuato alcuni interventi tampone, in particolare sulla copertura.
Poi, provvidenzialmente, nel 2005, la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Archeologici della Provincia di Trento, per iniziativa dell'assessore competente di allora, Margherita Cogo, presentava una richiesta di finanziamento al Ministero per i Beni e le Attività culturali di accesso ai fondi dei proventi del Gioco del Lotto. La richiesta andava in porto e, attraverso la Provincia di Trento, veniva concesso un contributo di 1 milione e 25 mila euro.
Da questo momento partiva il lungo e lento iter per il restauro e la valorizzazione dell'edificio. In stretto rapporto con la Soprintendenza per i beni architettonici, l'Amministrazione retta allora da Ilda Frioli, dava incarico della progettazione definitiva ed esecutiva all'architetto Ivo Maria Bonapace di Pinzolo. (che sua volta incaricava l'ingegner Walter Ferrazza del progetto di consolidamento statico, il geologo Rino Villi delle indagini geologiche e geotecniche e l'architetto Paolo Bertolini del Piano di sicurezza e di coordinamento).
Nei mesi scorsi la Soprintendenza per i beni architettonici approvava il progetto esecutivo che prevede una spesa di 792.375 euro per lavori soggetti a ribasso d'asta, di 47.241 per gli oneri della sicurezza e 185.400 euro per somme a disposizione. Nello stesso tempo, la Soprintendenza delegava i lavori al Comune di Breguzzo che dava così inizio all'iter per l'appalto. (f.s.)