Quell'illuso del Musón, il blog di Mario Antolini
Pensieri pazzi.. 2
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- Categoria: Brevi blog di Mario Antolini Musón
- Pubblicato Mercoledì, 02 Maggio 2012 22:56
- Scritto da él Musôn
Approfitto dell'ospitalità di giudicarie.com per continuare a "sfogarmi" con questi pensieri strani che frullano per il capo e che nessun giornale e nessuna rivista saprebbe accogliere e pubblicare; ed invece è consolante pensare che grazie all'immenso mondo di "internet" - attraverso l'ormai infinito numero di siti messi a disposizione - tutti hanno la possibilità di esprimere i propri pensieri, le proprie emozioni, i propri desideri e persino le proprie... cattiverie ed i propri improperi. Mi auguro di non essere nel numero di questi ultimi.
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Un tranquillo primo pomeriggio dei primi giorni di maggio. Dolcemente sdraiato in poltrona mi sto ascoltando e gustando (grazie a tv2000) la sinfonia n. 4 di Tchaikovsky e la mente se ne va per conto suo ad elucubrare pensieri sempre nuovi, sempre un po' più... pazzi. Se chiudo gli occhi, dimenticandomi di osservare l'orchestra ed i vari strumenti che stanno interpretando nota per nota quanto scritto su carta dalla mano che traduceva in segni d'inchiostro sul rigo musicale le sensazioni/emozioni dell'animo del musicista compositore, mi accorgo che non riesco a percepire il senso esatto di ciascuna delle note che ascolto; eppure l'autore, certamente, quando segnava ogni singola nota in ciascuna di esse trasmetteva qualcosa di sè e la sua volontà trovava rispondenza in ciascuna nota che poi veniva coinvolta dall'insieme di tutte le note e di tutta la sinfonia; ma l'artista Tchaikovsky era se stesso in ogni singola nota... ed io non riuscivo a percepirlo: mi godevo l'insieme, la melodia, il ritmo, l'alternarsi degli strumenti ma non riuscivo a fermarmi ed a trovare la sua anima - quasi fatta a pezzi - in ciascuna delle note da lui scritte per questo o per quello strumento.
Ed ecco i pensieri pazzi che se ne vanno a cercare il perché ed il per come. Vengo trasportato dall'arte del musicista all'arte degli scultori, dei pittori, dei letterati; soprattutto penso a questi ultimi. Il poeta e lo scrittore al posto delle note hanno a loro disposizione le parole ed è l'insieme delle parole che viene a comporre le loro opere letterarie, che passano - grazie alla stampa - sotto gli occhi del lettore, che ha a sua disposizione non solo l'intero complesso dello scritto, ma soprattutto può soffermarsi su ciascuna parola, su ciascun vocabolo, quasi estraendolo dall'insieme del tutto, avendo così la possibilità di gustare con precisione la sensazione immediata dell'autore che proprio su quel vocabolo, su quell'accento, su quel quasi-suono si è soffermato prima di accostarlo alla parola seguente. Ne è prova l'analisi che se ne fa a scuola quando si cerca di sviscerare i testi, per esempio, o di Dante o di Manzoni: si procede - spesso con tanta noia! - parola per parola, verso per verso, periodo per periodo.
Una possibilità che, invece, a noi comuni mortali non ci è concessa con le altre opere d'arte, proprie della scultura, della pittura e soprattutto della musica. È evidente che in ogni colpo di scalpello lo scultore mette tutte le sue intenzioni/emozioni, così pure il pittore in ogni colpo di pennello ed in ogni scelta del colore adatto; così il musicista esprime se stesso in ogni nota, addirittura in ogni pausa, o nei "forti", "adagio", "lento" e via discorrendo. Mi viene da pensare quanta parte dell'animo degli artisti viene a mancare a noi "ignari" della forza dei particolari: ascoltiamo la musica, ma ci sfugge la forza e la carica emotiva di ciascuna nota; guardiamo una scultura, ma ci manca la preparazione per capire il colpo di sgorbia con cui l'artista ha accarezzato un volto, una mano; osserviamo un quadro ma guardiamo l'insieme e ci sfugge quella singola pennellata, nascosta chissà dove, ma nella quale l'artista ha immesso tutta la sua anima, tutta la sua passione.
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Un chiassoso battere di mani mi annuncia la fine della sinfonia. Mi sento mogio mogio, con i miei pensieri al vento, che poi ho cercato di portare su questa tastiera. Serviranno? Chissà! Al momento mi sono tolto un leggero peso dalla mente.
él Musôn

