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Mar05212013

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Il Blog di Marco Zulberti

Lavoro, ricchezza e salario. Può continuare a reggere il nostro sistema economico?

Il lavoro alla Sapes - Giudicarie

La festa del lavoro di questo 1° maggio 2013 richiama il preoccupante rialzo della disoccupazione in Trentino che è arrivata al 6.1 per cento, livello che non veniva toccato dai tempi della crisi della lira nel 1992, mentre nel 1981, alla fine recessione degli anni 70 era addirittura al 9.2 per cento. Ma questo dato non offre un'immagine approfondita dello stato del mondo del lavoro trentino, sia in rapporto ai singoli settori economici, che escono dalla generica divisione tra agricoltura, industria e servizi, che alla tipologia del contratto di lavoro, se precari, stagionali o a tempo indeterminato.

Un'emergenza sociale dimenticata. Cosa aspettano le istituzioni come provincia e comuni a censire la sofferenza dei loro cittadini?

lavoro il problema

Mentre i sindaci di molti centri annunciano nuove opere pubbliche come musei, case servizi, caserme dei pompieri, piscine, ospedali, in vista di una loro candidatura come consiglieri provinciali e le imprese ringraziano per l'ennesima pioggia di denaro pubblico vista giustamente come una manna in questa acuta crisi dell'edilizia, le sofferenze di quei trentini che sono senza lavoro o in forti difficoltà per la scarsità di reddito a causa del costo dei servizi primari necessari alla sola sopravvivenza come energia, trasporti e telecomunicazioni sono ancora fortemente trascurate.

Doppio disorientamento. La crisi del debito sta mettendo in luce tutte le contraddizioni in cui è sprofondata la politica italiana eternamente in campagna elettorale ma assolutamente incapace di governare

Bersani Monti
Dopo il doppio papa, Francesco e Benedetto, il doppio governo, Monti e Bersani, il doppio presidente della repubblica Napolitano e quello nuovo che sarà eletto il 18 aprile, ora ci stiamo avvicinando anche alla doppia maggioranza con un potenziale governo di Partito Democratico e Partito delle Libertà. Dopo un ventennio di illusioni maggioritarie e governi stabili la crisi del debito sta mettendo in luce tutte le contraddizioni in cui è sprofondata la politica italiana eternamente in campagna elettorale ma assolutamente incapace di governare.

La democrazia in crisi. Più regole ai politici e ai mercati

democrazia votazioni

Le difficoltà che nel Novecento hanno dovuto affrontare le democrazie sorte dopo le due guerre mondiali e gli eventi terribili del nazismo, della shoah e della bomba atomica su Nagashaki e Hiroshima, sono testimoniate dall'attuale crisi che attraversa l'unione europea nell'affrontare la grave crisi finanziaria che sta calpestando il diritto alla vita dei popoli e di milioni di giovani incolpevoli di quello che sta accadendo. Imputata di questa crisi è ancora una volta la democrazia, che fin dai tempi di Atene all'età di Pericle, rappresenta l'istituzione ideale per il buon governo della società contrapponendosi alla dittatura militare di Sparta o al modello autoritario descritto da Platone nella Repubblica.

Un Presidente in ostaggio. Il movimento M5S non può limitarsi a dire No. Lo hanno già fatto i sanculotte e i montagnardi. Abbiamo visto come è finita. E' arrivato Napoleone

napolitano e montiInsegna Platone nel primo libro della Repubblica che un uomo che sceglie di fare il politico è dì per sé naturalmente "negativo" perché già psicologicamente incline ad una sorta di auto-esaltazione e volontà di onnipotenza sugli altri e quindi dei propri interessi particolari fino alla emanazione di leggi che lo caratterizzano come "tiranno".

Prima la fiducia. Difficile in Italia puntare sul "modello Belgio"

muro di berlino la costruzione

Nell'impasse in cui è caduta la politica italiana dopo le elezioni del 24 febbraio, chi punta sull'effetto "Belgio", quando in analoga situazione di stallo di governo che permise al paese comunque di migliorare, credo commetta un errore. I veti e gli equilibri bizantini tra i tre partiti che siedono oggi in parlamento, Partito Democratico, Movimento Cinque Stelle e Partito delle Libertà, stanno corrodendo la fiducia che il governo di Mario Monti, aveva con sacrifici alla "lacrime e sangue", ripristinato a livello internazionale.

Un Grillo utopico


termidoro
Le prime ore della nuova legislatura si stanno rivelando una delusione per quanti speravano in un cambio deciso nel governo del paese che necessita immediatamente di decreti d'urgenza per uscire dall'assedio dei debiti e dalla recessione economica e dalla disoccupazione che colpisce sempre più in profondità non solo il settore dell'edilizia ma anche alcuni settori industriali.

Orizzonti contrapposti. Il popolo è impazzito? No, sono le leggi che sono cattive

camera deputati

Un esempio del gioco di specchi in cui è immersa la lingua e la cultura italiana nell'attuale modernità in cui gli intellettuali, i politici e i giornalisti leggono una realtà rovesciata attraverso la lente di un fondo di bottiglia lo si comprende leggendo i commenti ai risultati elettorali. Fiumi di inchiostro su chi ha vinto, su chi ha perso, sulla necessità di andare nuovamente al voto, sulla nuova legge elettorale, e così via. Tra i commenti più controversi vi sono anche quelli fatti da una parte degli osservatori che incolpano i cittadini: gli italiani sono matti, i cittadini non comprendono la realtà, fino allo sprezzante giudizio, originato ancora nel ventennio, che è inutile tentare di governare il popolo italiano che si lascia incantare da ogni pifferaio magico.

La B Koalition, la coalizione... bifronte. Gli scenari del dopo elezioni

Beppe grillo

Il comune denominatore dei risultati delle elezioni italiane del 2013 è la rivendicazione della libertà economica da parte degli italiani ad una classe politica che si è completamente scollegata dalla vita dei suoi cittadini, un collegamento che i tecnici hanno tentato inutilmente nell'ultimo anno di ripristinare provocando qualche corto circuito di troppo. Il successo di Grillo, la rimonta di Berlusconi, la sconfitta di Bersani, la messa in un angolo di Monti, sono dovuti tutti allo stesso motivo: il popolo rivendica una libertà economica che la rigidezza e i costi delle strutture politiche, ministeriali, amministrative, finanziarie, fiscali, previdenziali, sindacali, in cui le stesse caste di burocrati, manager, funzionari, che vi lavorano non possono permettere per non perdere la propria mansione, la propria posizione di rendita. E' un punto che Monti richiamava quando affermava sulle rigidità di entrambi i poli. Ma Monti parlava una lingua dell'oggettività e della verità, che ormai nessuno più è abituato comprendere.

Un papa "umano". Il gesto di un teologo "illuminato" che già aveva guidato le riforme del Concilio Vaticano II, che travolto dalle difficoltà, completa quella discesa del "divino" nell'umana fragilità

Antonio Rosmini
Le dimissioni di Papà Benedetto XVI se hanno sconcertato e sorpreso gran parte dell'opinione pubblica dall'altro sembrano aver raccolto un'unanime comprensione dello stato fisico e umano in cui si può trovare un uomo di 86 anni a guidare un istituzione perennemente in trasformazione come la chiesa cattolica che dal seggio di Pietro ha conosciuto un continuo sviluppo tra persecuzioni, concili, divisioni, eresie, fondazione di ordini di ogni tipo spirituali, caritatevoli, comunitari, militari, ospedalieri, e forze ostili più o meno occulte legate al potere temporale come le dinastie nobiliari, politiche o legate alle forze economiche e al liberismo più sfrenato.

Quando la notte era notte. A favore del movimento "M'illumino di meno"

Italia sprecona

Da ragazzo giocavo a riconoscere nel cielo stellato della Val del Chiese le varie costellazioni, il Carro Maggiore, il Carro Minore, l'immensità della Via Lattea. Per le strade del mio paese v'era qualche rara lampadina che illuminava un "volt", un angolo estremo della strada, un angolo della piazza. Non v'erano lampioni, solo qualche filo che sosteneva delle lampadine di formato più grande al riparo dalla pioggia e dalle tempeste.

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