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Perché andrò a votare per il referendum sulla Comunità di Valle

Premetto che sono profondamente convinto dell'utilità e della bontà delle Comunità di valle. Per le funzioni che svolgono, in parte e pur fra tante difficoltà, e perché credo possano essere in grado di guardare con una certa obiettività oltre il piccolo angolo di visuale dei singoli comuni - che comunque hanno un'importanza fondamentale nella gestione del territorio, dato il rapporto diretto con i cittadini – e di operare nell'interesse generale, del bene comune, superiore agli egoismi di parte ed ai campanili, contemperando le esigenze di tutti. Sono anche convinto che chi spende il suo tempo debba essere pagato. In maniera congrua.

Però andrò a sottoscrivere la richiesta di referendum promosso da Lega Nord. Non perché considero le Comunità enti inutili e costosi e che vengano soppresse, anzi desidero vengano confermate; ma perché auspico che il referendum rappresenti una grande opportunità, imperdibile, per farle conoscere nella loro importanza, per illustrarne i compiti, la valenza e la bontà degli intendimenti politici e dello spirito cui si ispirano. Oltre che per una ragione di democrazia, per sentire il parere dei cittadini. Ho sempre avvertito come una delegittimazione dell'istituzione il fatto che siano state istituite senza aver ottenuto almeno la metà dei voti degli elettori. Un consenso inferiore alla metà di chi aveva diritto a votarle avrebbe dovuto coerentemente segnarne la fine.

Invece...Ora comunque si affaccia l'opportunità che si rechi alle urne almeno più del 50 per cento della popolazione. Va colto. Perché non approfittarne per informare, per discutere, per dibattere sulle ragioni, sui vantaggi e gli svantaggi offerti dall'ente intermedio? Non mi sono piaciuti gli interventi di chi ha invitato a non andare a sottoscrivere la richiesta di referendum o di non andare a votare. Sono giochetti legati ai soliti interessi di parte, alla gestione di un potere che vuol imporsi senza avere alle spalle una legittimazione democratica. Fare chiarezza e trasparenza, offrire ai cittadini un quadro chiaro di quanto accade, dovrebbe essere nell'interesse di ogni forza politica che abbia a cuore il bene comune.

Cercare di chiudere la bocca al dissenso è la cosa più sbagliata. Voltaire, che era un rivoluzionario, ma anche un saggio, invitava a dare la massima libertà di espressione a quanti non la pensavano come lui, anche a costo di sacrifici, di rimetterci o di ricredersi, perché aveva un grande rispetto del pensiero altrui e sapeva che il progresso nasceva dal confronto delle opinioni e delle idee.

Giuseppe Ciaghi