Inquinamento a Storo, dati allarmanti nelle ultime settimane. Valori simili a quelli registrati in zone limitrofe ad un autostrada

Storo foto comitato Bene Comune Storo

STORO. Una cinquantina circa, le persone presenti  alla serata informativa sulla campagna di monitoraggio della qualità dell'aria. L'amministrazione comunale in collaborazione con l'APPA (agenzia provinciale protezione ambiente) ha dato una chiara visione della situazione in cui si trova il comune della Valle del Chiese. Possiamo ironicamente dire che se fino ad ora i Milanesi venivano a Storo per dare ai polmoni una boccata d'ossigeno, adesso è il caso che cambino meta, e vengano da noi solo per mangiar polenta. Fino al 25 novembre la situazione non sembrava preoccupante, ma da lì in poi, a causa dell'alta pressione che si è protratta per parecchi giorni, i dati sono diventati allarmanti. Tutti gli inquinanti hanno raddoppiato i loro livelli, tanto da metterli in paragone con quelli registrati vicino ad un'autostrada. Cinque gli agenti inquinanti presi in esame, ma quello di maggior impatto è il particolato.
G. Tonidandel (referente APPA) toglie i dubbi sollevati nei giorni scorsi dal Comitato Bene Comune sul significato della sigla ND. Si traduce in non disponibile. A causa di un momentaneo guasto tecnico del macchinario usato, i dati sono venuti meno, oppure semplicemente mandati ad analizzare. Nessun tentativo di nasconderli quindi. A proposito di macchinari, sono stati concordati i sei punti dove verrà spostata la centralina mobile, che andrà ad aiutare quella fissa montata in via C. Battisti. Darzo, Ponte dei tedeschi, Piazza Cortella, Spenigòl, Cà Rossa e Zona industriale. Questo monitoraggio ha lo scopo di raggiungere un quadro più ampio della situazione considerando anche le frazioni limitrofe, per cercare di capire se il problema è solo a livello locale o più esteso. Molto chiare le cause dell'alto grado di pm10 ma ancora poco chiare invece, le soluzioni per fare in modo che queste, restino ad un livello rassicurante. Il problema viene dal fatto che in queste settimane la quota dell'inversione termica è stata molto bassa e questo ha portato alla formazione di una cappa che impedisce ai gas tossici di dissolversi nell'aria. Se pensiamo che oggi quasi tutte le macchine hanno il filtro anti particolato e che la zona industriale di Storo è semi deserta non resta che cercare come causa principale dell'inquinamento, la combustione nelle case.

Storo è per tradizione culturale un paese che sceglie di scaldarsi con la stufa e questo comporta delle regole di buona educazione che ogni persona deve seguire, visto che l'uso di biomassa legnosa porta a parecchie emissioni. Bruciare legna di buona qualità tagliata a piccoli pezzi e assolutamente non trattata, non buttare nella stufa carte patinate o plastica, pulire spesso i camini e controllarne il tiraggio sono un buon punto d'inizio. Tutto è in mano alla coscienza dell'uomo, visto che una combustione ottimale dà benefici economici ma soprattutto ambientali.
G.Tonidandel pensa che per tenere sotto controllo l'inquinamento le persone debbano orientarsi verso impianti più innovativi, stufe a pellet o riscaldamenti tecnologicamente avanzati . Propone poi ironicamente, un modo alternativo per verificare se i dati delle pm10 migliorano, cioè " chiedere alla popolazione storese di non accendere le stufe per qualche giorno". Tutti d'accordo, soprattutto le freddolose signore.

L'assessore all'ambiente Laura Danieli si prende l'impegno di trovare tutte le soluzioni, per evitare il più possibile le emissioni tossiche. Dalla possibile ipotesi del montaggio di filtri depolveratori all'interno dei tubi delle stufe, all'argomento incentivi in provincia per la sostituzione degli impianti a legna domestici (in Lombardia c' è già una legge che vieta la combustione di legna per stufe a bassa efficienza). Nell'attesa di avere soluzioni concrete e si decida il da farsi, si spera nell'arrivo del vento e della pioggia che sicuramente daranno una mano a migliorare la situazione.